Si è spento “Cirillo”: un pezzo di storia di San Casciano se ne va insieme a lui

Conosciutissimo in paese, aveva lavorato per una vita al ristorante "Nello". Il ricordo dell'amico Roberto Caneschi

SAN CASCIANO – “Cirillo” si potrebbe definire l’eterno giovanotto, perché nonostante fosse nato nel 1940 non dimostrava certo 79 anni.

 

Il suo sorriso, il suo volto radioso, la sua allegria e il piacere di stare in mezzo alla gente, non si potranno mai dimenticare.

 

“Cirillo”, all’anagrafe Benito Crini, è venuto a mancare dopo le 11 di oggi, mercoledì 2 ottobre, nel letto d’ospedale dove era stato ricoverato all’inizio di settembre.

 

Sembra appena ieri di vederlo a braccetto con la moglie Anna per le vie del paese. Al Bar Centrale in piazza Pierozzi, con le mani appoggiate al viso e lo sguardo attento alla scacchiera, senza guardare in faccia il suo avversario, ma attento a dare scacco matto. Oppure al circolo Acli, a giocare a carte con gli amici di sempre.

 

 

Innamorato della vita, com’era innamorato di sua figlia Silvia, del genero Luca, attento e amoroso con Yasmine.

 

Era nato al Crocifisso, tra il Calzaiolo e il Bargino, e ben presto finite le scuole dell’obbligo era andato a fare il cameriere al ristorante "Nello", dove passerà un’intera vita fino ad arrivare alla pensione.

 

Non aveva però rinnegato le sue origini, amava la campagna e gli animali, tanto che aveva acquistato un pezzo di terreno dove teneva i colombi. E anche alcuni pavoni.

 

La notizia ha fatto ben presto il giro del paese, e a parlarci di “Cirillo” è un suo amico, Roberto Caneschi.

 

"Sono addolorato della notizia della perdita di questo mio carissimo amico che in realtà consideravo un fratello – la voce di Roberto è rotta dalla commozione – siamo entrati insieme al ristorante "Nello", dove eravamo camerieri".

 

"Anche per me – ripensa – era la mia prima esperienza di lavoro. Insieme a “Cirillo” mandavamo avanti il ristorante, riuscendo a servire solo noi due fino a ottanta persone".

 

"Sono tante le cose che abbiamo vissuto insieme – ricorda ancora Roberto – Mi viene in mente che non sono mai riuscito a battere “Cirillo”… che riusciva a saltare i cinque gradini a piè pari con un salto incredibile fino al pianerottolo della cucina. Non sono mai riuscito a batterlo!".

 

"Era una persona intelligente e bravissima – conclude – Da lui ho imparato a conquistare i clienti, ed è un qualcosa che mi è servito per tutta la vita".

 

SORRIDENTE – Ai tempi gloriosi del ristorante "Nello"

 

Altra sua passione era il calcio: non era tifoso della Fiorentina, bensì del Torino. Probabilmente questa sua passione per il Toro era nata dopo la tragedia di Superga del 1949, quando l’intera squadra dei giocatori morì in un incidente aereo.

 

“Cirillo” voleva (e ci teneva tanto) festeggiare il cinquantesimo anniversario di matrimonio con la moglie Anna: era previsto per il 7 settembre, ma purtroppo pochi giorni prima era entrato in ospedale. E quella festa è stata condivisa occhi negli occhi, con una stretta di mano alla sua Anna.

 

Nessuno poteva immaginare che a poca distanza di tempo ci avrebbe lasciati. Ci mancherà. Mancherà il suo sorriso da eterno giovanotto. Quella leggerezza che traspariva appena lo incontravi.

 

I funerali si terranno venerdì 4 ottobre alle 10 nella chiesa della Propositura di San Casciano. In tarda mattinata di giovedì 3 ottobre la salma sarà portata alla chiesa del Suffragio, in via Roma.

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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