SAN CASCIANO – Nel suo ufficio al civico 56 di via Machiavelli è nel cuore di quel centro commerciale di San Casciano che, in questa fine d'anno, vivrà la chiusura di numerosi esercizi storici.
Una situazione di cui si parla da tempo in paese, che diventa sempre più dibattuta via via che ci si avvicina alla scadenza.
Non può esimersi quindi dalla riflessione anche il sindaco di San Casciano, Roberto Ciappi. Che peraltro ha fra le sue deleghe quelle allo sviluppo economico. E che da anni si occupa anche di commercio.
Sindaco, il centro storico di San Casciano andrà incontro, alla fine del 2019, a chiusure “pesanti” di esercizi commerciali storici nel tessuto del capoluogo. Quale la sua valutazione?
"E’ un contesto non semplice quello che sta vivendo il commercio, ormai da qualche anno. La congiuntura economica ancora sfavorevole e l'innegabile cambio delle abitudini di tanti consumatori, anche nel nostro territorio, come attesta il sensibile aumento delle vendite nel mondo dell'e-commerce, sono fattori che mettono a rischio il sistema del commercio di vicinato. Quello di San Casciano è il più grande e importante Centro Commerciale del Chianti. Ed è necessario che le istituzioni pubbliche lavorino ancora più in sinergia con le realtà private per continuare ad essere un punto di riferimento e ga-rantire servizi di qualità per tutti".
Secondo lei sono chiusure fisiologiche, di fine ciclo, oppure rappresentano qualcosa di più preoccupante? E c'è da preoccuparsi con un contraccolpo sull’intero tessuto commerciale del centro storico?
"La chiusura di negozi, alcuni dei quali storici, non è certo un fatto positivo ma molte sono le attività presenti in tutta l’area commerciale del centro storico che resta una delle più vitali e frequentate dai cittadini/consumatori. E’ importante considerare le singole storie, non sempre legate a questioni di carattere economico. Chi chiude la propria attività lo fa anche per ragioni fisiologiche, perché giunto al termine di un percorso professionale o è approdato ad una situazione familiare che richiede un cambiamento. Il dato certo è che quando uno o più negozi abbassano la saracinesca il centro commerciale del nostro territorio perde un importante pezzo del suo patrimonio, fatto di tradizioni, capacità di accoglienza, di un mestiere che nella maggior parte dei casi si è tramandato di generazione in generazione. La strada del cambiamento, in linea con l’avvento dell’innovazione tecnologica, può non rappresentare una svolta per alcuni che scelgono di interrompere il percorso commerciale".
Si può dire che il “commercio familiare”, a San Casciano come altrove, vedendo anche la tipologia di ultime aperture, è destinato a scomparire?
"Solo chi opera nel mondo del commercio capisce quanto questo mestiere sia difficile, tra le esigenze sempre più puntuali dei consumatori, i comportamenti e le abitudini in continua evoluzione. Le liberalizzazioni hanno dato maggiore semplicità, a tratti eccessiva, nell’apertura di nuovi negozi, che ha finito per rendere più fragile l’intero sistema. Dobbiamo fare una riflessione e provare a mettere in atto una conversione che tenga magari conto di condizioni diverse, più consone alla vocazione turisti-ca del nostro comune. Il rilancio, la valorizzazione, la promozione, la flessibilità sono tutti elementi che possono contribuire a far fronte a tali problematiche".
Cosa sta facendo e cosa può fare l’amministrazione comunale per sostenere la vitalità del centro storico sancascianese, dal punto di vista del commercio?
"Gli strumenti che abbiamo a disposizione come ente pubblico non sono incisivi e non possono intervenire sulle modalità che regolano il mondo commerciale. La direzione che abbiamo intrapreso allo scopo di incentivare e favorire gli esercizi è quello di non allontanare i servizi dal cuore del paese. Stiamo lavorando per migliorare il decoro, rendere il centro più fruibile e attraente per i turisti, i cittadini, le attività. Un obiettivo, certamente ambizioso, che possiamo raggiungere solo mettendo in campo spirito di collaborazione. Ognuno di noi, cittadini e associazioni. Noi faremo la nostra parte: alleggerire la pressione fiscale delle attività in regola utilizzando risorse che altrimenti andrebbero perse. Sono i fondi che scaturiscono da chi non effettua il pagamento di alcune imposte sui quali stiamo procedendo con una puntuale ricognizione. E' fondamentale recuperare risorse per sostenere quelle attività di vicinato che sono poi l’anima del nostro commercio, fulcri di socialità oltre che economici. Intanto metteremo a disposizione, anche grazie a sponsor privati, risorse importanti per la creazione di eventi e altre attività".
di MATTEO PUCCI
© RIPRODUZIONE RISERVATA


























