Prima domenica senza Messa a San Casciano: la musica sacra, una porta che sbatte

Anche le esequie non saranno celebrate. Don Gori: "Sarà benedetta la salma, poi portata al cimitero"

SAN CASCIANO – Una domenica diversa quella di oggi, 8 marzo: i sacerdoti e i religiosi si dovranno attenere al decreto in vigore fino al 3 aprile 2020, dopo che sono state sospese le celebrazioni liturgiche e ogni altra funzione religiosa. Quindi la celebrazione pubblica della Santa Messa, comprese le esequie.

 

Piazza Cavour, davanti alla Propositura Collegiata di San Cassiano c’è chi si appresta a entrare in chiesa, ma è il proposto don Massimiliano Gori a informare i fedeli che non ci sarà la Santa Messa.

 

C’è chi non è informato e chi ha già appreso la notizia, compreso i chierichetti. Il sacerdote si rivolge a loro: "Fermi tutti, oggi non c’è la Messa, potete tornare a casa".

 

E loro in maniera sommessa rispondono: "Lo sappiamo, andiamo a fare una giratina".

 

Il comunicato ufficiale è arrivato dal cardinale di Firenze Giuseppe Betori.

 

 

"Ho celebrato questa mattina alle 8 la Santa Messa – dice don Massimiliano – naturalmente con le misure di sicurezza imposte, dopodiché è arrivata l’ufficialità di non celebrare le altre".

 

Le chiese rimarranno aperte: "Sì, per la preghiera personale, garantendo però la distanza di un metro tra i singoli fedeli". 

 

Così come non si celebrerà la Messa per i funerali: "Sarà solo benedetta la salma, dopodiché verrà portata al cimitero".

 

Entriamo in Propositura, si contano sulle dita di una mano le persone, sulle panche i segni che indicano la distanza da tenere; fa un certo effetto vivere questo momento, la mente va alle domeniche in cui la chiesa è gremita, il brusio dei bambini del catechismo, il coro.

 

Solo la musica sacra in sottofondo dà un’atmosfera di raccolta, ancora più forte si sente il rumore della porta che sbatte dopo che i fedeli, affacciatisi e data una veloce occhiata, tornano indietro.

 

Anche piazza Cavour ha un aspetto insolito, ci sono solo le auto parcheggiate regolarmente, pochissime persone attraversano la piazza, anche questa avvolta da un silenzio surreale.

 

Anche la signora che di solito sosta fuori dalla chiesa per chiedere l’elemosina, con il piattino appoggiato sul gradino, oggi non c’è. Così come non ci sono le persone che si intrattengono per fare due chiacchiere in attesa del rintocco delle campane che segnano mezzogiorno.

 

Ci dovremo abituare a tutto ciò, nella speranza che si torni presto alle nostre abitudini.

di ANTONIO TADDEI

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