I Sepolcri 2020 allestiti fuori dalle chiese: alla Misericordia e al Suffragio

A San Casciano la pandemia non ha comunque fermato la tradizione delle vecce pasquali: le immagini

SAN CASCIANO – La commemorazione storica della passione di Gesù del Giovedì Santo, con l’esposizione del Cristo morto e della Madonna, fu tramandata a San Casciano quando la Misericordia fu affiliata alla Compagnia di Firenze prima della guerra.

 

Interrotta durante il conflitto bellico, questa commemorazione fu ripresa nel 1958 grazie al parroco don Ferrari e un giovane sancascianese, Paolo Bacci, che ricominciarono grazie anche a un vecchio custode.

 

Iniziarono con pochi vasi allestendo i Sepolcri nella chiesa di Santa Maria sul Prato, chiamata anche della Misericordia, e nella chiesa di Santa Maria del Gesù (o del Suffraggio).

 

Piano piano dai venti vasi si passò a quaranta, poi ottanta fino ad arrivare negli ultimi anni a più di 200 (nella chiesa della Misericordia): nascono così i Sepolcri com’erano allestiti prima dell’avvento del Concilio Ecumenico che prescrisse la nuova liturgia.

 

Ed è così che nelle due chiese sancascianesi la tradizione continua ricordando la commemorazione storica della passione di Gesù.

 

 

TRADIZIONE – Il Sepolcro allestito fuori dalla chiesa del Suffragio

 

I Sepolcri sono studiati e fatti con grande cura con la saggezza artigianale: i confratelli della Misericordia e del Suffragio iniziano mesi prima la semina delle veccie, un seme povero della campagna, che interrato in dei vasi viene messo al buio delle cantine.

 

Una volta sbocciati i semi delle vecce, i loro fili bianchi rappresentano il colore ceruleo della morte, mentre la semina (sempre nei vasi) del grano, allo sbocciare dei fili gialli, rappresentano la resurrezione, la vita di Gesù.

 

A questi, una volta presa la forma desiderata, sono aggiunti altri fiori colorati che vanno ad arricchire l'allestimento. 

 

"Ricordo che negli anni ’60 – racconta Paolo Bacci – vidi per l’ultima volta una signora che dal Colle d’Agnola portò su un carretto una trentina di vasi di vecce, con in mezzo tanti viola a ciocchi fioriti, fu una visione fantastica, tanto che il proposto don Ferrari si mise a piangere".

 

Quest’anno, nonostante i confratelli della Misericordia e del Suffragio avessero già messo nelle cantine le vecce e il grano, non è stato possibile allestire all’interno delle due chiese i Sepolcri a causa della pandemia da Coronavirus.

 

Ma dietro l’autorizzazione del sindaco, Roberto Ciappi, davanti alle porte delle chiese sono stati allestiti due piccoli Sepolcri, dove si distingue la Croce composta dal colore giallo, simbolo della resurrezione.

 

"Sono punti e segni di riferimento importanti per la nostra comunità – ha detto il sindaco Ciappi in un messaggio al governatore della Misericordia Roberto Cacciatori – e ringrazio i Fratelli della Compagnia della Misericordia e del Suffragio, che anche in questo momento particolare per il nostro paese si sono impegnati nel portare avanti questa bella e antica tradizione, grazie davvero".

di ANTONIO TADDEI

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