BAGNO A RIPOLI – Anche Alberto Acanfora, medico, consigliere comunale a Bagno a Ripoli (gruppo misto-Forza Italia), dice la sua sulla vicenda del personale sanitario trovato positivo al Coronavirus all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri.
Una vicenda che da sanitaria è diventata (anche) politica. Con le accuse della Lega e le risposte del sindaco Francesco Casini.
“Avevo avvertito in tempi non sospetti – inizia Acanfora – la pubblica amministrazione sul rischio ad esempio che si stava correndo nelle Rsa della nostra zona, che sarebbero diventate di lì a poco una bomba ad orologeria (e cosi è stato. E parallelamente avevo segnalato sempre pubblicamente i gravi rischi per gli operatori sanitari, medici , infermieri e soccorritori sulla eventuale propagazione del virus come vettori di infezione, in difetto di una programmazione tempestiva dei tamponi”.
“Avevo riferito al sindaco anche questo aspetto – tiene a ricordare – senza polemica e con un atteggiamento molto propositivo; mi era stato risposto altresì che i tamponi c’erano. e che non era vero che erano insufficienti rispetto ad altre situazioni di altre regioni. Ma puntualmente siamo arrivati ai fatti di Ponte a Niccheri“.
“In cui vengo a sapere – incalza Acanfora – che solo per puro caso alcuni operatori si sono sottoposti autonomamente al test, e da lì poi mi risulta che sia scoppiato il caso. A mio avviso, pur nella aleatoria diagnostica degli stessi, i tests andavano fatti molto prima quanto meno agli operatori sanitari sia delle Aziende Ospedaliere, che delle Rsa, sia ai medici di famiglia che alle associazioni di volontariato”.
“Dovevano essere eseguiti in tempo test – riprende – tamponi rapidi suffragati poi dai test sierologici, sia qualitativi che quantitativi, in modo da isolare i positivi specie asintomatici ma potenziali diffusori del virus. Ed al fine poi di isolare e sanificare gli ambienti”.
“Attualmente – prosegue Acanfora – ci sono ancora parecchi operatori e medici di famiglia (vera prima linea anti Covid) che non hanno fatto il test al 20 di aprile, quasi ormai in fase due, e questo è desolante. Ma soprattutto imbarazzante per il nostro sistema sanitario”.
“La confusione è massima – sottolinea – viene affermato tutto ed il contrario di tutto. Lo si capisce anche dal comunicato in risposta dell’Azienda Sanitaria ai fatti di cui sopra, dove non solo si stigmatizza in maniera risentita la grande attenzione suscitata dai media, ma si evince anche il grande imbarazzo e confusione da parte dei latori del comunicato stesso. Dove se da un parte viene asserito che “non ci sono criticità” dall’altra si chiudono dei reparti per sanificarli e si tiene sotto stretto monitoraggio gli operatori ancora senza tamponi e test sierologici, entrati in contatto con quelli positivi””.
“Questo – sono ancora parole di Acanfora – la dice lunga, e me ne rammarico, anche sulle nostre difficoltà come gruppo di minoranza. Che anche volendo svolgere una seria opposizione responsabile (durante questa pandemia molto propositiva) non è stato ascoltato dalla maggioranza, un po’ come avviene a livello della politica nazionale”.
“A questo punto – conclude – siamo anche noi favorevoli come gruppo misto-Forza Italia ad una commissione d’inchiesta, che faccia quanto meno luce su questi avvenimenti”.
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