“Perché i test sierologici vengono affidati al privato e non vengono fatti dal pubblico”

Antonio Matteini (PaP): "Dove sono anche per il sindaco quei medici-eroi che chiedono di rafforzare il pubblico?"

BAGNO A RIPOLI – Uno degli argomenti “caldi” del momento è quello dei test sierologici. Che in parte vengono svolti direttamente dal servizio sanitario regionale (quelli che vedono direttamente coinvolti gli operatori della sanità).

Un’altra fetta invece, dopo una “fuga in avanti” del privato senza alcuni tipo di legame con iol pubblico, è stata concordata fra SSR (Regione Toscana quindi) e sanità privata. Che per conto (e a carico) della Regione stessa eseguono i test a tutta una serie di categorie che è stata via via allargata a una vasta platea di persone.

A Potere al Popolo, a Bagno a Ripoli, “qualcosa non torna” dice Antonio Matteini. “Questi test sierologici sono gratuiti o no?”.

La sua è una riflessione vasta: “Ci dicono che le negligenze del passato non possono essere oggetto di critica rispetto al presente, in questa logica anche ciò che è avvenuto qualche settimana fa, è preistoria e dunque qualcosa di inopportuno da contestare. Bene, peccato che quelle negligenze o errori, vengano perpetrati nel presente, in funzione di affrontare il futuro esattamente come il passato: proprio vero che dagli errori non si impara nulla!”.

“A cosa ci riferiamo? Avete presente la sanità pubblica – prosegue Mattini – mitizzata ed elogiata negli scorsi mesi, i retorici salamelecchi al personale degli ospedali che rischiavano la vita per salvarla a noi? Alle parole, com’era facilmente prevedibile non sono seguiti i fatti, tanto che oggi a Bagno a Ripoli viene deciso di foraggiare il privato per svolgere attività che avrebbe potuto svolgere il pubblico, ossia l’Osma”.

“Partiamo da lontano – dice ancora Matteini – ma è necessario farlo per spiegare quanto quello a cui ci riferiamo non è una discutibile decisione dettata dalle circostanze anomale, ma la prosecuzione di un progetto di depauperamento per il pubblico a favore del privato. Nel 2014 si cominciò col chiudere il punto prelievi dandolo in gestione alle varie associazioni private e si continuò smobilitando pezzo per pezzo il laboratorio analisi dell’Osma”.

“Stessa sorte – rincara – hanno subito i laboratori dell’azienda sanitaria mentre sono nati (guarda caso) numerosi laboratori privati, gestiti da chi aveva contribuito alla detta smobilitazione di quelli pubblici al Niccheri. Cos’è cambiato? Oggi per moltissimi di quegli esami bisogna necessariamente rivolgersi a strutture private, convenzionate con la Regione e pagare”.

“Cos’è successo per i test sierologici? – domanda Matteini – Dopo che le direttive ministeriali sono cambiate riguardo ai test, dal centellinarli all’operare (finalmente) uno screening di massa, questo compito è stato affidato nuovamente a strutture private, quando l’Osma aveva tutte le potenzialità di svolgerlo con non minore professionalità ed efficienza”.

“Il sindaco non lo dice – e qui si arriva anche alla politica locale – ma questo nel pratico si traduce nel finanziamento per 7 milioni proprio ad una struttura privata accreditatasi per svolgere questi test, traendo vantaggio dall’aver ottenuto questo “appalto emergenziale”. Dove sono per la nostra amministrazione ora quei medici-eroi per cui si è spellata le mani nelle scorse settimane? Non ci sono più e sopratutto non vengono ascoltati nel loro affermare che potrebbero svolgere quel lavoro al posto del privato e a costi per la collettività, evidentemente minori”.

“Questi lavoratori – dice ancora Matteini – sperando che il Covid ci lasci tornare alle nostre vite il prima possibile, verranno lasciati a operare nel secondo più grande pronto soccorso della Toscana, che fattivamente irrorerà di lavoro le strutture private, le quali effettueranno tutti quei test che negli anni passati venivano svolti direttamente all’Osma”.

“Perché quindi – conclude – non dar seguito alle parole degli scorsi mesi e rafforzare le strutture pubbliche, chiudendo i rubinetti verso i privati che sulla salute, lucrano? Perché non impegnarsi per garantire a quel nuovo pronto soccorso, un redivivo punto prelievi e un nuovo laboratorio analisi, che ne accrescano l’efficienza? Perché non far gestire all’Osma, lo screening evitando così costi superiori e quindi spese maggiori per la collettività? Perché in fine, raccontare che questi test sierologici verranno svolti gratuitamente, visto che invece li paghiamo eccome?”.

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