L’INTERVISTA / Marzio Magherini: “Io sono stato offeso più e più volte. E, alla fine, ho reagito”

Incontriamo il presidente dell'Opera Pia Vanni a distanza di alcuni giorni dalla bagarre in Commissione Controllo e Garanzia. E lui risponde su tutto: "Insinuazioni continue, adesso basta"

IMPRUNETA – Non torna indietro di un millimetro il dottor Marzio Magherini.

Tiene il punto e spiega i motivi di quanto accaduto nei giorni scorsi in Commissione Garanzia e Controllo del Comune di Impruneta, dove ha presenziato in qualità di presidente dell’Opera Pia Vanni.

Una partecipazione giunta dopo mesi di polemiche da parte dei gruppi di opposizione imprunetini, in particolare centrodestra e Cittadini Per Impruneta.

Una partecipazione che si è conclusa in un clima di parole pesanti, pesantissime. In particolare fra Magherini e il presidente della Commissione, Matteo Zoppini (Fratelli d’Italia).

# VIDEO / Si parla di Opera Pia: e la Commissione di Controllo e Garanzia diventa un ring

Andiamo a incontrare Magherini nel suo ufficio all’Opera Pia Vanni. Istituto storico nella vita degli imprunetini, residenza sanitaria assistita con circa 120 dipendenti (più l’indotto), gestisce anche un patrimonio immobiliare a dir poco consistente.

L’ingresso è debitamente controllato: temperatura, sanificazione delle mani, camice. Entriamo.

Dottor Magherini, partiamo dall’inizio…

“Tutto è iniziato nel mese di febbraio, quando è arrivata una strana richiesta dei consiglieri comunali Roberto Viti e Gabriele Franchi, relativa alla vendita di un immobile. Volevano sapere della vendita e dei soldi, in base a imprecisate “voci”. Era questione relativa a una causa in corso, molto delicata, io non mi sono sognato di rispondere. Ha risposto il sindaco dicendo che erano cose che non riguardavano”.

E poi?

“Da lì è stata una escalation. Zoppini mi ha convocato per parlare di bilancio, della Fattoria Alberti e di altri immobili. Se nel 2019 fossero venuti, quando abbiamo presentato il bilancio sociale, avrebbero saputo tutto. Io ho risposto chiedendo che bilancio volevano conoscere, visto che stavamo lavorando sul bilancio di previsione. Mi viene detto del bilancio 2019. Peraltro quella di Garanzia e Controllo non sarebbe neanche la Commissione adeguata, e comunque il nostro è un bilancio pubblico, certificato da tre revisori dei conti di grande livello”. 

Ma si voleva parlare solo del bilancio dell’Opera Pia?

“In Commissione non avrei potuto parlare di altre cose, due in particolare sulle quali ci sono cause legali in corso. Per tutta risposta mi viene detto che ero un bugiardo, che non volevo andare perché chissà cosa c’era sotto. Io rispondo con una lettera ufficiale, redatta da uno studio legale di Firenze e da me firmata”. 

Poi, cosa accade?

“Che il presidente della Commissione Garanzia e Controllo manda tutto in Prefettura, che gli risponde che può solo controllare il bilancio. E lui fa passare queste risposte come tutt’altro. Zoppini continua, mandando richieste al Comune su questioni sulle quali il Comune non c’azzecca niente: anche perché noi non siamo neanche una partecipata”.

Ma alla fine lei in Commissione va…

“Vado insieme al nostro ragioniere, che mi accompagna per la parte più tecnica. E sono costretto ad assistere a risatine, prese in giro. E io, alla mia età, non permetto queste cose. La mia storia la conoscono tutti, penso di aver fatto del bene alle persone e basta. Rispondiamo sul bilancio 2019. Puntualmente. Al che rimangono bloccati. Poi chiedono del bilancio 2020: ancora non lo abbiamo neanche presentato, lo porteremo quando sarà pronto. Il sindaco prova a parlare, dicendo che certe questioni non riguardano quella Commissione. Ma Zoppini non fa parlare nessuno, prosegue anche mentre il numero legale non c’era più”. 

E lei, a quel punto, si arrabbia pesantemente.

“Io ho retto un po’, poi ancora, ancora, mentre continuavano le offese. Quando mi è stato detto per l’ennesima volta che non capivo nulla, che ero un incompetente, sono esploso. Si è superato il limite”. 

Pensa che questa storia finirà nei tribunali? Lei ha già fatto passi legali?

“Qui siamo alle offese e alle insinuazioni continue. Se loro continuano vado a rivolgermi io alla Magistratura: devo essere rispettato nella mia persona e nella mia professionalità. Che facciano i loro passi, poi andiamo a vedere i comportamenti e gli interessi che sono in gioco in tutta questa storia. Io sono stato offeso più volte e, a un certo punto, ho reagito”. 

In tutto questo ci diceva di avere un cruccio profondo…

“Sì, che nessuno di loro mi ha mai chiesto come vanno le cose con gli ospiti. Non si sono sognati di informarsi sul perché qui non abbiamo avuto un caso di Covid da inizio pandemia, né fra pazienti né fra i dipendenti. Abbiamo fatto investimenti enormi, al piano di sotto abbiamo realizzato una sorta di ospedale. Abbiamo avuto i complimenti anche dei NAS, che una sera sono venuti a vedere mentre facevamo le vaccinazioni”.

Per quanto riguarda invece gli immobili?

“Appena sono arrivato ho messo regole ben precise: si pensa prima agli ospiti, poi al personale, poi alla parte immobiliare… . Per la parte sanitaria avevo esperienza personale, per il personale ho lavorato sulla qualità delle persone. Poi ho deciso di dare una mano agli inquilini, abbiamo rifatto tetti, facciate, messo il riscaldamento in 35 case, dato un aiuto al Comune per ospitare persone in difficoltà, fatto pagare affitti a dir poco esigui…”.

E la Fattoria Alberti?

“Abbiamo pensato anche a quella: nel 2019 il bilancio sociale diceva che da una vendita (che per ora è bloccata perché il giudice si è dimesso per motivi molto gravi sui quali non posso andare oltre), sarebbero arrivati 500mila per il nostro Centro Alzheimer e 200mila per iniziare il recupero della Fattoria Alberti. Intanto partendo dalla struttura migliore, facendo degli appartamenti assistiti per gli anziani, fornendo loro i pasti dalla cucina dell’Opera Pia. E poi altri appartamenti, per anziani e giovani coppie che ne avevano bisogno. Adesso volevo iniziare i lavori, ma siamo bloccati sia dalla vendita che deve andare in porto, sia dagli strumenti urbanistici. Poi è caduta una pianella dal tetto, su cui avevamo fatto anche delle riparazioni, ed hanno fatto cadere il mondo…”.

Insomma, come la inquadriamo ad oggi la questione? 

“Io anche domani, 3 giugno, sarà in Commissione 2, in Comune, per parlare delle priorità dell’Opera Pia. Io qui sono, da anni, per il bene di questa istituzione e della comunità. Non prendo, non prendiamo, un euro di rimborsi. Uso la mia auto, pago di tasca mia la benzina quando mi muovo, mi pago l’assicurazione che ho stipulato. E pago anche il pranzo quando rimango a mangiare qui. Abbiamo fatto un lavoro enorme, e tanto ne dobbiamo fare: confrontarsi va bene, ma essere presi in giro e bersagliati da accuse infondante, senza alcun rispetto, quello no. E non lo dico neanche per me, che ho le spalle larghe: ma tutta questa storia ha causato enorme dispiacere alla mia famiglia. E questo, mi spiace, non posso tollerarlo”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...