BARBERINO TAVARNELLE – Il gruppo consiliare di opposizione Progetto Futuro ha abbandonato, per protesta, le commissioni consiliari del Comune di Barberino Tavarnelle.
Un abbandono, dicono dal gruppo, avvenuto “in forma di protesta verso l’atteggiamento arrogante della maggioranza in fase di approvazione del nuovo regolamento del consiglio comunale dove, anziché condividere le regole comuni, sono state imposte norme per il ridimensionamento del dibattito consiliare e per ostacolare il lavoro dell’opposizione, annunciano che diserteranno tutte le sedute delle commissioni consiliari previste da qui alla fine del corrente anno”.
“È stato un brutto spettacolo – riprendono – quello offerto dalla maggioranza in un consiglio comunale protratto fino all’una di notte. Con l’arroganza tipica di chi si ritiene depositario unico del potere ha approvato un nuovo regolamento per il funzionamento del consiglio comunale riducendo al minimo i tempi per gli interventi dei consiglieri e minimizzando i giorni a disposizione per l’istruttoria degli atti preparatori per le commissioni consiliari”.
“Con spregio – denunciano – sono stati respinti i nostri emendamenti, nonostante gli apprezzabili tentativi di mediazione del sindaco Baroncelli e del presidente del consiglio comunale Grandi. Riteniamo e ribadiamo che le regole comuni del gioco debbano essere condivise, senza colpi autoritari di maggioranza”.
“Peraltro – rilanciano da Progetto Futuro – sul medesimo regolamento abbiamo espresso riserve di illegittimità in merito alla non corretta procedura di approvazione degli emendamenti e della delibera stessa, per cui ci riserviamo di ricorrere al Prefetto e, eventualmente, alla Procura della Repubblica”.
“Tale protesta – anticipano – sarà revocata (anche con effetto immediato) qualora il gruppo di maggioranza e il presidente del consiglio comunale sottopongano nuovamente l’argomento all’attenzione del consiglio comunale per una sua modifica condivisa.
“Ovviamente – concludono – auspichiamo la ripresa di un serio dibattito consiliare, con il confronto delle idee e il rispetto delle posizioni reciproche, pur nella diversità delle opinioni espresse. Pertanto, si invitano il sindaco, il capogruppo di maggioranza e il presidente del consiglio comunale a riprendere in considerazione l’argomento e a riavviare un percorso per la definizione di regole comuni”.
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