FIRENZE – “12 agosto: sviluppo di temporali molto intensi in un’atmosfera eccezionalmente calda e umida”.
Inizia così l’analisi del Consorzio LaMMA, che ripercorre la dinamica degli eventi metereologici che ieri, mercoledì 12 agosto, hanno colpito varie zone della Toscana, “perché esemplifica – dice il LaMMA – come possono svilupparsi temporali violenti anche in assenza di una vera perturbazione organizzata”.
“Nel pomeriggio di ieri – riprende il LaMMA – 12 agosto, una serie di temporali ha interessato diverse zone della Toscana: fenomeni molto localizzati e in alcuni casi anche molto intensi, con forti precipitazioni in tempi brevi, grandine e raffiche convettive che nell’Empolese hanno localmente superato gli 80 km/h”.
Poi, passa a spiegare come si è arrivati a quella situazione: “Fino al primo pomeriggio in Toscana dominavano condizioni di alta pressione, venti generalmente deboli e temperature molto elevate”.
“Anche il mare è in questo periodo particolarmente caldo – sottolineano – con temperature superficiali prossime ai 30°C, valori ben sopra la media del Tirreno in questa stagione. Nell’entroterra, il forte riscaldamento del suolo aveva reso molto instabile l’atmosfera nei bassi strati”.
“Quando la brezza marina ha raggiunto le aree interne – si spiega – ha incontrato un debole flusso già presente sul territorio, dando origine a una linea di convergenza: la zona di “incontro” tra due masse d’aria in movimento in direzioni diverse. Non potendo mescolarsi, l’aria è stata costretta a salire, favorendo così la formazione di nubi temporalesche. È bastato questo innesco locale perché l’energia e l’umidità disponibili si trasformassero rapidamente in temporali intensi”.
Da qui, quella che il LaMMA definisce “un’atmosfera quasi tropicale. Il caldo e l’umidità di questi giorni hanno reso l’atmosfera simile a quella delle zone tropicali: anche senza grandi perturbazioni in arrivo, bastano le convergenze locali per far scattare temporali molto intensi. Un vento medio debole, infatti, non esclude raffiche violente prodotte direttamente dai temporali, come i downburst”.
Poi, vanno a ricordare cosa avevano detto le previsioni, con allerta gialla su alcune delle aree colpite, mentre su alte non era stata diramata alcuna allerta: “La previsione meteo, e l’allerta gialla emessa ieri, avevano correttamente individuato la possibilità di temporali localmente forti, con precipitazioni intense, grandine e forti colpi di vento, individuando una probabilità maggiore sulle aree interne centro-meridionali della regione”.
“Il tipo di fenomeno e la sua intensità erano quindi stati correttamente previsti – si rivendica – Più difficile, come abbiamo più volte detto, è invece la localizzazione esatta dei massimi di pioggia, come dimostra il forte temporale che ha colpito anche l’empolese. È proprio su eventi così localizzati che osservazioni, radar, nowcasting e modellistica ad alta risoluzione devono continuare a migliorare”.
Poi il LaMMA passa a trattegiare un quadro generale: “Se un singolo temporale non può essere attribuito automaticamente al cambiamento climatico, lo è invece il contesto in cui questi fenomeni si inseriscono: un suolo e un mare sempre più caldi aumentano l’energia e il vapore acqueo disponibili in atmosfera. Quando si presenta un meccanismo di innesco efficiente, possono quindi crearsi le condizioni per piogge e raffiche molto intense, concentrate in aree limitate e con sviluppo molto rapido. Sono fenomeni difficili da prevedere con largo anticipo nella loro esatta localizzazione: il sistema di allerta segnala le condizioni favorevoli al loro sviluppo, non la posizione esatta della singola cella temporalesca”.
“È un tipo di rischio – premettono – che ci troveremo ad affrontare sempre più spesso. Da un lato occorre agire impegnandoci a migliorare previsione e monitoraggio, per seguire l’evoluzione del fenomeno in tempo reale; dall’altro territori e istituzioni devono lavorare per adattare infrastrutture e comportamenti, a tutela di persone e beni”.
“In questo nuovo contesto climatico – concludono – anche ogni cittadino è chiamato a fare la propria parte, informandosi e comportandosi in modo responsabile: la prudenza individuale resta infatti la prima, insostituibile forma di tutela della propria sicurezza. Prevedere meglio, osservare meglio, adattarsi meglio”.
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