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giovedì 7 Maggio 2026
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    Arrestati sulla Fi-Si per truffa falso carabiniere: uno in carcere, due ai domiciliari con braccialetto elettronico

    Sono tre giovani - 19, 23 e 26 anni - tutti residenti in provincia di Napoli. La ricostruzione di quanto è avvenuto, fino all'inseguimento, all'arresto e alle misure cautelari emesse oggi

    POGGIBONSI – Nei giorni scorsi abbiamo dato la notizia dell’arresto di tre uomini, ritenuti responsabili dell’odiosa truffa del falso avvocato-carabiniere ai danni di una persona anziana, fermati dopo un inseguimento sull’Autopalio (qui l’articolo).

    Si tratta di tre giovani – 19, 23 e 26 anni – tutti residenti in provincia di Napoli, messi subito a disposizione della Procura della Repubblica di Siena, condotti presso la casa Circondariale di Siena.

    Oggi l’arresto è stato ufficialmente convalidato: con l’applicazione per uno degli arrestati della misura cautelare della detenzione in carcere, mentre, per gli altri due con la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il processo poi stabilirà eventuale colpevolezza e pene. 

    Il fatto è avvenuto a Colle Val d’Elsa anche se, vista la mobilità di questa tipologia di truffatori, non si esclude che si siano resi responsabili di altri tentativi (o truffe andate a segno), anche nei territori circostanti.

    I carabinieri li hanno arrestati in flagranza di reato: a tutti è stato contestato  il reato di estorsione, mentre a uno solo quello rapina impropria: il tutto ai danni di un’anziana 86enne.

    Alle 13.30 circa di lunedì 6 maggio, l’anziana signora ha ricevuto una telefonata sull’utenza fissa da un interlocutore che, spacciandosi per carabiniere, le riferiva che il figlio aveva causato un incidente grave, investendo una donna che era in fin di vita.

    Insomma, lo schema classico: le veniva detto che, se non avesse pagato la somma di 9.000 euro ad un avvocato che da lì a poco l’avrebbe raggiunta, avrebbero arrestato il figlio.

    Una seconda telefonata, questa volta da parte di un sedicente avvocato, ha cercato di metterle pressione aggiungendo che, se non avesse avuto a disposizione tutto il denaro, avrebbe potuto consegnare anche gioielli in oro.

    Poco dopo, il finto avvocato, un ragazzo di 19 anni, si è presentato a casa della vittima che, nel frattempo, preoccupata per quanto le era stato prospettato, aveva già preparato l’oro sul tavolo della cucina.

    A rovinare i piani dei truffatori è stato l’arrivo del figlio della donna. Vistosi scoperto, il falso avvocato si è impossessato di una parte dell’oro nuziale e si è dato alla fuga, dopo una colluttazione con il figlio della donna.

     

    Nella concitazione del momento, tuttavia, l’uomo è riuscito a vedere l’auto a bordo della quale il 19enne si è allontanato, sulla quale l’aspettavano due complici.

    La centrale operativa dei carabinieri di Poggibonsi ha attivato tutte le pattuglie dei carabinieri presenti nell’area e, di lì a poco, un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile ha intercettato l’auto ricercata – in fuga – sul raccordo autostradale Siena-Firenze.

    I militari, raggiunta l’auto ricercata, hanno intimato ai tre giovani la resa e, con l’aiuto dei rinforzi, li hanno condotti presso la caserma dei carabinieri di Poggibonsi, dove sono stati dichiarati in stato di arresto e formalizzati gli atti di polizia giudiziaria.

    A bordo dell’auto sono stati rinvenuti vari oggetti preziosi, tra cui anche la fede nuziale che era stata sottratta alla vittima 86enne, cui è stata restituita.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

     

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