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martedì 5 Maggio 2026
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    La cena “da porta a porta” a Barberino Val d’Elsa: la tradizione sfila fra arrosto girato e una tavolata di oltre 70 metri

    Sabato 24 agosto. Da Porta Senese a piazza Barberini, residenti e visitatori sono pronti a condividere un'occasione di socialità e gustosa convivialità

    BARBERINO TAVARNELLE – Dal focolare di casa, dalla tavola come luogo di ritrovo delle famiglie, alle piazze, ai centri storici di Barberino Tavarnelle.

    Una realtà che storicamente si esprime in maniera ampia e ricca anche in cucina, spaziando dai piatti “poveri” a quelli genuini e autentici, che si legano alle produzioni locali, alle ricette ispirate dai segreti delle nonne.

    Il “castello” di Barberino Val d’Elsa si prepara ad accogliere la trentesima edizione della partecipatissima cena “da porta a porta”, prevista sabato 24 agosto alle ore 20.

    Con il borgo illuminato a festa e l’allegra musica della Bandaccia, i piatti della tradizione rigorosamente preparati e cucinati dalla squadra dei cinghialai di Barberino Val d’Elsa sfileranno sulla spettacolare tavolata, allestita tra i varchi medievali del Castello, Porta Fiorentina e Porta Senese.

    L’iniziativa, organizzata in occasione della ricorrenza legata a San Bartolomeo, con il patrocinio del Comune in collaborazione con gli operatori economici di Barberino Val d’Elsa, riflette una tradizione amata da cittadini e visitatori.

    Sulla tavola che per una lunghezza di oltre 70 metri trasformerà la via centrale, Francesco da Barberino, in un accogliente ambiente di casa, avvolto dalle pietre delle architetture medievali del borgo, saranno degustati i classici della gastronomia toscana.

     Il menù sarà preparato e cucinato da una squadra di 25 persone, tra chef e mastri braciaioli, tutti volontari legati al gruppo della squadra dei cinghialai.

    Piatti ad alto indice di sazietà, come le pappardelle sul cinghiale, primo piatto saporito e succulento, il cinghiale in umido con contorno di piselli e il tradizionale arrosto girato a base di pollo e maiale con contorno di insalata.

    “Questi i cavalli di battaglia che da trent’anni vengono cucinati con le stesse ricette, i saperi di una volta tramandati dai cinghialai di Barberino – spiega l’assessore alle tradizioni popolari locali Paolo Giuntini – i piatti della tradizione chiantigiana, schietti, semplici e genuini, sapientemente valorizzati dai cinghialai, incarnano le qualità delle persone che abitano questo territorio”.

    “La cena di San Bartolomeo nasce dallo spirito volontario che caratterizza il gruppo dei cinghialai – aggiunge l’assessore Giuntini – La serata, che attende circa 400 persone, richiede un importante sforzo organizzativo”.

    “I volontari – specifica – iniziano a cucinare almeno tre o quattro giorni prima. Ma alla fine il successo di questa festa, che racconta la storia e l’identità del nostro paese, ripaga di tutto l’impegno, contagia l’amore per il territorio e il piacere di stare insieme”.

    “E’ una delle più belle testimonianze – conclude Giuntini – del senso di comunità che si arricchisce di gesti concreti e si alimenta di solidarietà, vicinanza, crea opportunità di incontro, socialità e condivisione”.

    La cena sarà allietata dalle note della folcloristica Bandaccia di Marcialla con il corteo di musicisti, provvisti di strumenti di fortuna, che arricchiranno di suoni e colori la festa con i loro tradizionali canti, stornelli e rime toscane. 

    Il sindaco David Baroncelli e la giunta comunale, insieme al parroco barberinese don Soave, saranno ospiti della festa, organizzata con grande entusiasmo dai volontari dell’associazione dei cinghialai nel giorno di San Bartolomeo, il santo che dà nome alla monumentale chiesa del Castello di Barberino Val d’Elsa.

    “L’arrosto girato, piatto forte della serata insieme al cinghiale della cena, sarà cucinato lentamente, con cura e attenzione dai cinghialai – spiega ancora l’assessore Giuntini – è una pietanza che si degusta a fondo quando si è in tanti. E’ un lavoro che richiede tempo, passione, esperienza, e che regala un tocco di magia e di festa all’iniziativa, nata dalla voglia di stare insieme e sedere a fianco, gli uni agli altri, come si faceva una volta, per conversare, socializzare, far tesoro di un sentimento che crea memoria e diventa patrimonio di conoscenze e sapori condivisi”.

    La tradizionale cena da porta a porta, si concluderà con un dessert tipicamente toscano, cantuccini e vinsanto.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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