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venerdì 1 Maggio 2026
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    Tavarnelle: duecento in biblioteca per ascoltare e dialogare con i teologi Vito Mancuso e don Alfredo Jacopozzi

    Un sabato pomeriggio da ricordare. Entrambe le sale della biblioteca comunale "Ernesto Balducci" affollate per l'evento promosso dal Comune

    BARBERINO TAVARNELLE – L’incontro che, sabato pomeriggio, ha visto protagonisti Vito Mancuso, teologo e filosofo, e don Alfredo Jacopozzi, docente della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, è stato senza dubbio uno degli eventi più profondi e intensi, accolti negli spazi della biblioteca comunale “Ernesto Balducci” dalla sua riapertura, avvenuta poco meno di due anni fa.

    L’occasione, offerta dalla presentazione dell’ultimo libro di Mancuso, “Gesù e Cristo”, ha lasciato il segno nel folto pubblico che ha preso parte all’evento, promosso e organizzato dal Comune di Barberino Tavarnelle, stimolandolo al dibattito, al confronto e alla riflessione.

    Una presenza significativa della comunità, attestata dall’interesse e dall’attenzione di circa duecento persone, distribuite nelle due ampie sale letture dell’edificio di piazza Matteotti.

    Sul felice esito dell’iniziativa si è espresso il sindaco David Baroncelli.

    “La sorprendente partecipazione all’iniziativa – dichiara – per la quale abbiamo dovuto attivare anche un collegamento streaming nella sala “Marina Baretta”, al piano terra, per poter accogliere il pubblico e rispondere a tutte le richieste di prenotazione, è un elemento che ha caratterizzato l’iniziativa e che ci riempie di soddisfazione”.

    “Ho notato con sommo piacere – riflette il primo cittadino – che qualcosa sta mutando nelle relazioni, sempre più dirette, reali, empatiche, affini al mondo delle emozioni e nel coinvolgimento a tutto tondo della comunità nei percorsi culturali che proponiamo”.

    “Esserci, partecipare, intervenire diventa fondamentale per il benessere del singolo e della collettività – aggiunge – Credo si possa parlare di un atteso ritorno al desiderio di uscire di casa, di abbandonare la comfort zone e rimettersi in gioco, di prendere contatti con la realtà senza filtri, stanchi della dimensione virtuale che ha scandito per troppo tempo la nostra quotidianità, esasperati da ciò che abbiamo vissuto nel dopo Covid”.

    “L’incontro con Vito Mancuso e don Alfredo – entra nel dettaglio – ci ha riempito di interrogativi, temi esistenziali da approfondire, abitare, attraversare nella complessità della nostra coscienza e nella relazione che ogni giorno siamo chiamati a costruire con la dimensione spirituale che connota la natura umana”.

    “Da questo evento – tira le somme – ne sono uscito arricchito, mi accompagna la sintesi che per vivere qui, ora, in pace con noi stessi e il mondo, dobbiamo lasciarci guidare dal rispetto e dal dialogo verso l’altro, principi che dobbiamo insegnare e trasmettere come comunità educante sin dall’età dell’infanzia, dall’unicità che si valorizza con la ricchezza della diversità, dall’ascolto reciproco, dalla consapevolezza che il futuro dell’umanità dipende dall’energia che ciascuno di noi sarà in grado di infondere nell’attuazione concreta della parola pace e nel superare tutto ciò che ci allontana dall’idea del bene comune”.

    “Un’umanità che non si caratterizza per il colore della pelle – conclude Baroncelli – il genere, l’estrazione sociale, l’appartenenza politica, la fede religiosa, ma per la sua capacità di accogliere, comprendere, migliorarsi moralmente ed eticamente”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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