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mercoledì 29 Aprile 2026
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    Festa della Liberazione a Barberino Tavarnelle con settanta giovani. Un canto libero e plurale

    La festa del 25 aprile è stata arricchita dall'intervento del direttore dell'Istituto Storico Toscano della Resistenza Matteo Mazzoni

    BARBERINO TAVARNELLE – Una festa popolare e antifascista: è quella che la comunità di Barberino Tavarnelle ha vissuto sabato 25 aprile in piazza Matteotti e nelle diverse tappe del viaggio.

    Tra i borghi e le frazioni, nei luoghi simbolo della memoria con la partecipazione di settanta studenti e studentesse dell’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani”, che hanno deposto le corone ai monumenti ai caduti insieme al sindaco David Baroncelli e letto alcuni brani ispirati, guidati dai valori della Resistenza e della Carta costituzionale.

    Una luce che si è accesa e ha illuminato il cammino della comunità che ha attraversato Barberino, Tavarnelle, Vico, San Donato, Marcialla, Sambuca, Pratale.

    “Un giorno che si è irradiato nei cuori dei più giovani a testimoniare che la cultura della memoria – ha dichiarato il sindaco Baroncelli – non deve essere solo figlia di una traccia storica, un segno di verità indelebile del nostro passato ma un valore eterno che dobbiamo continuare a costruire”.

    “A far vivere – ha aggiunto – a rendere attuale e attuabile in ogni spazio del nostro presente, a trasmettere ai ragazzi e alle ragazze, a coloro che non sanno cos’è stata la guerra, cosa ha significato il sacrificio, la perdita dei propri cari, trucidati, massacrati davanti ad un plotone nazista, a tradurla in principio imprescindibile di pace”.

    Ad affiancare il primo cittadino nel corso della giornata è stata tutta la giunta comunale, la vicesindaca Elena Borri, gli assessori Roberto Fontani, Anna Grassi, Paolo Giuntini, Tiberio Bagni e il presidente del consiglio comunale Alberto Marini.

    “Traendo spunto dalle parole di Piero Calamandrei – ha ripreso il sindaco – che invitava a conoscere i luoghi in cui era nata la Costituzione, recandosi nelle montagne, nelle carceri, nei campi dove si era compiuto il sacrificio dei partigiani, dove erano caduti gli italiani che avevano dato la vita per riscattare la dignità e la libertà noi abbiamo voluto toccare le terre dei nostri uomini, vittime dell’orrore nazifascista, come Gimignani, Salvietti, Bartalini, i contadini di Pratale, la nostra Liberazione è apparsa come fa la Primavera quando non ce la aspettiamo e si manifesta in tutto il suo tepore”.

    Don Razvan con il sindaco David Baroncelli

    Il percorso del 25 aprile di Barberino Tavarnelle è culminato nella tappa conclusiva in piazza Matteotti dove il direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, Matteo Mazzoni, ha dato il suo contributo sottolineando il carattere essenziale e plurale della Resistenza.

    “La Resistenza è di tutti i colori politici – ha evidenziato Mazzoni – Senza la Resistenza non avremmo avuto un Paese libero e indipendente, non avremmo costruito la democrazia di cui essa rappresenta l’identità e l’anima”.

    “La Resistenza è proseguita – ha aggiunto – con la nascita della Repubblica in cui ebbero un ruolo cruciale le donne, anche dopo la fine della guerra nella scuola, nella campagna, nell’impegno delle forze dell’ordine, nel lavoro, in chi ha scelto di stare dalla parte giusta e rispettare la Costituzione Italiana, nostro faro, nostro orizzonte. Tocca a noi oggi far vivere la democrazia, prendersi cura degli anziani e dare futuro alla nuove generazioni”.

    “Rivolgo un ringraziamento caloroso a tutti coloro che hanno reso speciale l’81esimo anniversario della Liberazione nel comune di Barberino Tavarnelle – ha commentato il sindaco Baroncelli – la mia comunità ed in particolare l’Arma dei Carabinieri, il parroco di Tavarnelle don Razvan, la Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Marcialla, che ha scandito ogni momento di questo itinerario della memoria, la dirigente scolastica Anna Maria Pia Misiti, le docenti e gli allievi e le allieve del Comprensivo “Don Milani”, il direttore Mazzoni, per il suo intervento che ci ha commosso ed emozionato”.

    E, infine, “le tante associazioni intervenute, tra cui Anpi, Aned, la Confraternita di Misericordia di Barberino Tavarnelle, l’Unione Polisportiva Tavarnelle, la Pallamano Tavarnelle, il Calcit e Michele Morandi per il pranzo organizzato alla Pineta di Barberino, finalizzato alla raccolta fondi a sostegno del Ciad”.

    Ultimo atto di una giornata fondamentale che fa capire l’importanza di legare le pagine della Memoria alla cultura della responsabilità e della solidarietà.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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