TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Un altro campanello d’allarme a Tavarnuzze: giovedì mattina, in zona Coop, una donna di 80 anni ha subito un tentativo di truffa e possibile furto.
Solo la scaltrezza della signora ha permesso di sventare il tentativo, ma non siamo di fronte a eventi casuali, bensì a tentativi mirati che richiedono una consapevolezza diffusa per essere neutralizzati sul nascere.
Il fatto si è consumato in una fascia oraria particolarmente sensibile, tra le 8.30 e le 8.40. La donna di 80 anni, di ritorno con la spesa dalla Coop, stava percorrendo il tragitto verso casa quando, giunta all’incrocio tra via Amendola e via 2 Giugno, è stata avvicinata con estrema circospezione da una sconosciuta.
L’approccio ha seguito un protocollo confidenziale: la sospetta, una donna di 45-50 anni con accento non italiano e indumenti di colore scuro, ha affiancato l’anziana tentando di rompere la barriera della diffidenza con un informale “Ciao, come stai?”.
Si tratta di un espediente tattico studiato per indurre la vittima a credere di trovarsi di fronte a una conoscente, permettendo al malvivente di accorciare le distanze fisiche fino a giungere a portata di scippo.
Senza mostrare esitazione, l’anziana ha gelato l’interlocutrice con una risposta secca e risoluta: “Bene, perché cosa vuoi?”.
Questo atteggiamento di vigilanza attiva ha immediatamente allertato la truffatrice, che scoperta e privata dell’effetto sorpresa, ha desistito istantaneamente, salendo in macchina, una vettura nera non meglio identificata parcheggiata nelle immediate vicinanze, e andando via.
La donna non sembra aver avuto complici durante l’abbordaggio e la “fuga” in macchina.
La ripetitività di questi episodi suggerisce una pianificazione strutturata e non estemporanea.
I malintenzionati sembrano operare seguendo un “circuito predatorio” che tocca vari comuni (da Tavarnuzze verso Greve e San Casciano), tornando ciclicamente sul territorio per studiare le abitudini dei residenti.
Chiudiamo dando un piccolo manuale per affrontare queste situazioni:
Evitare di indossare gioielli, collane o anelli vistosi durante le commissioni quotidiane. Se il malvivente non vede un obiettivo di valore, difficilmente rischierà l’approccio.
Tenere i valori protetti dalla merce appena acquistata è un ottimo deterrente contro il “borseggio rapido”.
Non concedere confidenza agli estranei. Rispondere in modo brusco e distaccato.
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