Sociale, in Toscana 8 lavoratori su 10 nelle cooperative hanno il tempo indeterminato

I dati di Fondo Sviluppo per Federsolidarietà Toscana: oltre 6 occupati su 10 sono donne. La presidente Farolfi: "Siamo imprese che creano lavoro stabile, inclusione e servizi anche nei territori più fragili"

FIRENZE – “I dati fotografano una cooperazione sociale viva, radicata e capace di generare valore economico e sociale. Non sono numeri che ci sorprendono: raccontano ciò che ogni giorno vediamo nelle nostre cooperative”.

A dirlo è Francesca Farolfi, presidente di Federsolidarietà Confcooperative Toscana, commentando il report di Fondo Sviluppo sull’andamento 2025 della cooperazione sociale in Toscana.

Lo studio fotografa un sistema composto da cooperative sociali nel quale otto lavoratori su dieci hanno un contratto a tempo indeterminato e oltre sei occupati su dieci sono donne.

“La stabilità occupazionale non è un risultato casuale, ma il frutto di organizzazioni che investono nella formazione, nella continuità dei servizi e nella partecipazione delle persone. Il nostro modo di fare impresa è diverso: la mutualità – sottolinea Farolfi – ci chiede di trasformare l’attività economica in uno strumento per creare autonomia, dignità, lavoro e qualità della vita”.

Il report evidenzia anche il forte radicamento nei territori: il 16,6% delle cooperative sociali opera nelle aree interne, una quota che supera il 25% tra le cooperative di tipo B.

“Nelle aree interne – ricorda la presidente di Federsolidarietà Toscana – non portiamo soltanto servizi. Portiamo relazioni, ascolto e continuità. Per molte comunità rappresentiamo un presidio sociale ed economico indispensabile, investendo dove altri arretrano”.

Tra le sfide c’è quella della sostenibilità economica, soprattutto per le cooperative di tipo B, insieme alla necessità di valorizzare sempre di più il protagonismo delle donne anche nella governance.

“Viviamo un tempo di grandi trasformazioni e abbiamo la responsabilità di guidarle, non di subirle. Innovazione e sostenibilità economica sono condizioni indispensabili per continuare a creare lavoro e inclusione, ma nessuna innovazione avrà valore se perderemo ciò che rende unica la cooperazione sociale: la capacità di costruire relazioni e di trasformare la ricchezza prodotta in opportunità, comunità e futuro per le persone” conclude Farolfi.

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