BARBERINO TAVARNELLE – A Tavarnelle qualche giorno fa se n’è andato, ad 80 anni, Mario Corti, storico proprietario dell’azienda agricola Poggio al Chiuso, oggi gestita da tre dei suoi quattro figli.
La famiglia, composta dalla moglie Antonella e dai figli Andrea, Laura, Marco e Matteo, affida alle nostre pagine un suo ricordo, ma prima ancora un ringraziamento verso tutte le persone che in questi giorni sono state presenti.
“Ringraziamo di cuore tutti i presenti per la vicinanza – ci dicono – ma anche chi non è potuto venire e ci ha comunque scritto; tutta la comunità di Barberino Tavarnelle. C’è da stato davvero un fiume di persone, sia quando era esposto, sia al funerale. Siamo stati davvero sommersi dall’amore”.
Ci raccontano poi chi era Mario, partendo dal suo lavoro: “L’azienda è alla quarta generazione familiare ma lui è stato la colonna portante per noi che siamo poi subentrati a lavorare lì: ci ha accompagnato e insegnato tutto. Per la sua azienda ha sempre fatto la differenza”.
Ci spiegano infatti che “nel 1996 fu uno dei primi nella zona a credere nell’agriturismo, è stata la sua creatura.. oltre al vino, amava tanto l’accoglienza, era la sua vera passione. Purtroppo non ci sarà per festeggiare i trent’anni di questa attività”.
Mario era poi amante delle corse e del rally: “È stato un pilota di rally negli anni Settanta, ha vinto diverse gare ed è sempre rimasto in contatto con il gruppo Squadra Piloti Senesi e con gli appassionati di corse della zona. Era molto conosciuto in questi ambiti e al funerale c’era una grandissima presenza di loro”.
Passione che ha tramandato al figlio Matteo, che oggi corre ed è nell’organizzazione della gara Rally della fettunta.
I figli ricordano ancora: “Aveva una personalità buona e solare. Lo hanno detto tutti, che in qualche modo lasciava il segno. Era sempre disposto alla battuta, a sdrammatizzare, gli veniva spontaneo ma era sempre molto discreto. Gli piaceva il contatto umano. Anche a noi ci ha sempre tramandato questa cosa: di trovare un lato leggero anche davanti alle difficoltà”.
Mario, inoltre, è stato per tanti anni volontario alla Frates come donatore di sangue e in servizio come volontario. Tutte le offerte donate per il funerale sono andate così a questa associazione.
I figli: “Anche tutti noi siamo donatori. Ma lui non ci diceva mai cosa dovevamo fare, dava semplicemente l’esempio. Discretamente, senza imporre niente”.
Ci parla del Mario volontario anche Pietro Santagati, presidente della Gruppo Frates Tavarnelle: “Mario è stato uno dei consiglieri storici. Una bravissima persona, sempre gioiosa, che non si tirava mai indietro, sempre disponibile. Oltre a donare, il suo compito era importantissimo: ai vecchi tempi infatti – adesso le procedure sono cambiate – il suo compito era portare le sacche del sangue appena raccolto a Ponte a Niccheri”.
Concludono i figli: “Gli piaceva Tavarnelle, era sempre in giro con il furgoncino. Quando non aveva da fare ci diceva vado a vedere chi c’è in paese. Lo ricordano così anche persone straniere. Non aveva paura dello sconosciuto”.
E poi c’era la famiglia: “Con la mamma si sono amati più di 50 anni: un esempio di vita di coppia e di amore”.
Mario ha concluso la sua vita terrena ma lascia ricordi bellissimi in tutti coloro che ha amato e conosciuto.
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