Egregio direttore,
come è noto, la Sambuca è un’importante area industriale del nostro territorio chiantigiano; tuttavia, essa lamenta problemi cronici e strutturali.
La decadenza della Firenze-Siena, la assenza di infrastrutture ferroviarie, non sanabile con improvvisazioni tramviarie o dirigibili o impopolari droni per ricchi, senza dimenticare i problemi della rete idrica, del servizio rifiuti, della rete telecomunicazioni (credetemi, un vero dramma per le nostre aziende) e della rete elettrica.
L’arrivo di un grande gruppo come LVMH, che conferma il suo interesse alla Toscana nello specifico, deve essere motivo di rinnovata attenzione alla Sambuca.
Bisogna essere grati a LVMH, altrimenti il cosiddetto capannone “ex Furla” – non ci vuole un genio a comprendere che fosse sovradimensionato – sarebbe stato l’ennesima “cattedrale nel deserto” per la venerazione del reddito di cittadinanza.
Sambuca, gli spazi abbandonati da Furla troveranno nuova vita: con Loro Piana
Altrimenti la politica locale si sarebbe appagata per anni sul destino di quel capannone, enorme e vuoto, avvelenando la discussione pubblica e indirizzando le sensibilità.
Siamo pronti? Comprendiamo il salto di qualità che questo arrivo comporta? Comprendiamo la fortuna che al mondo esista un mercato del Made in Tuscany?
Quanto ci invidiano coloro che vivono in posti tanto belli ma non altrettanto noti e di charme?
Quanto ci invidiano le nostre generazioni passate che vendettero per pochi talleri la loro arte del cucire al Ferragamo ritornato in questi nostri luoghi e a cui, auguriamoci, il sindaco Baroncelli riuscirà a collocare la ripristinata sapienza e arte rediviva e “impegnativa” per tutti?
Ingegner Raffaele Tarchiani, titolare dell’azienda Laundry Supplies srl
©RIPRODUZIONE RISERVATA


































