FIRENZE – Il Meyer introduce, per primo in Italia, una formulazione pediatrica innovativa per il trattamento della tubercolosi nei bambini.
I principi attivi, in realtà, sono quelli classicamente usati per la cura di questa malattia, ma fino ad ora in Italia non erano commercializzati nella formulazione pediatrica.
Adesso, invece, al Meyer sono disponibili con dosaggio pediatrico e formulazione dispersibile, cioè sotto forma di compresse che si sciolgono in acqua, adatte ai bimbi piccoli che hanno difficoltà ad ingoiare le compresse tradizionali.
Fino ad oggi, invece, i bambini – in Italia e nella maggior parte dell’Europa – venivano curati adattando le terapie per gli adulti, perché non erano disponibili le formulazioni pediatriche.
Si tratta di formulazioni dai costi veramente contenuti, raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità da anni e già utilizzate in più di 120 Paesi a basso e medio reddito.
Sono formulazioni a dosaggio fisso contenenti più principi attivi, di modo tale da ridurre le compresse da amministrare e avere un impatto positivo sull’aderenza. Sono già 10 i piccoli pazienti seguiti dal Meyer in attesa di riceverle.
La prospettiva adesso è di poter usare queste formulazioni anche per la profilassi dei bambini che hanno avuto contatti con un caso indice ammalato di tubercolosi: pensiamo ad esempio alle comunità scolastiche.
“Questo traguardo, per il Meyer, è il risultato di un virtuoso lavoro di squadra, che ha visto coinvolti la struttura di Malattie Infettive e quella di Farmacia ospedaliera del Meyer, a fianco dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze diretto dal Colonnello Arcangelo Moro che, nell’ambito delle proprie specifiche competenze di sanità pubblica, ha valorizzato l’Istituto quale hub per la conservazione e la distribuzione dei nuovi farmaci, importati dall’Olanda e adesso disponibili per tutta Italia” dichiarano dall’ospedale.
“Fondamentale il ruolo dell’associazione Stop TB Italia, che si è fatta promotrice della disponibilità di queste formulazioni nel nostro paese, d’intesa con Ministero della Salute, AIFA, USMAF, Società Italiana di Infettivologia Pediatrica e Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare” aggiungono.
“Ancora una volta il Meyer si rivela un’eccellenza e un punto di riferimento nel panorama sanitario nazionale, in grado di aprire nuove strade e consuetudini: in questo caso capace anche di far squadra con un’altra eccellenza del territorio toscano che è lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – Un paziente non è solo la sua malattia o una ferita da curare: è molto di più. E questa attenzione vogliamo che diventi sempre più pratica quotidiana”.
“Questa è una novità importante – sottolinea l’assessora alla sanità della Toscana, Monia Monni – perché rende la cura della tubercolosi più adatta ai bambini e più semplice anche per le loro famiglie”.
“Avere finalmente a disposizione – prosegue – una formulazione pensata specificamente per l’età pediatrica, invece di dover adattare farmaci destinati agli adulti, è un cambiamento concreto, soprattutto quando parliamo di terapie che durano molti mesi”.
“Prendersi cura – conclude – significa anche questo: fare in modo che una terapia sia costruita il più possibile intorno alla persona che deve affrontarla. Quando parliamo di umanizzazione delle cure parliamo di attenzioni come questa, capaci di rendere un percorso sanitario più semplice, sicuro e sostenibile per un bambino e per la sua famiglia”.
“Ogni miglioramento terapeutico al servizio della salute delle bambine e dei bambini rappresenta per noi una conquista e per questo mi preme ringraziare ciascuna delle persone che hanno collaborato per farla decollare al Meyer, schiudendo un’opportunità di cura – di più semplice somministrazione e sicura – che fino ad ora non era stata accessibile” ha commentato il direttore generale del Meyer Federico Gelli.
“Per noi questa è una bella rivoluzione, perché fino ad oggi abbiamo avuto difficoltà a curare i bambini malati di tubercolosi: in Italia, avevamo a disposizione solo le compresse per adulti, con combinazioni di farmaci a dosaggi non adatti all’età pediatrica e che andavano necessariamente manipolate per usarne solo una parte, con il rischio di sovradosaggio e di un alterato assorbimento” spiegano Leila Bianchi, infettivologa del Meyer e Lorena Di Simone, responsabile del Servizio di Farmacia Ospedaliera del Meyer.
“Inoltre – aggiungono – essendo terapie molto lunghe, che durano mesi, la gestione per le famiglie era molto complicata. Si tratta di una novità che semplifica notevolmente la somministrazione nei pazienti più piccoli. Avevamo sì lo sciroppo, ma solo per uno dei principi attivi, e comunque meno indicato in termini di sostenibilità e scadenza ravvicinata. Per questo siamo veramente contente di questo traguardo” .
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