Hacker dei frigoriferi al Cavaliere di Gabbiano: da gettare 10-15mila euro di alimenti

Come in molti altri casi, in Italia e in Europa, un attacco informatico ha sballato del tutto la temperatura dei frigoriferi. In malora latticini, pesce, carne, tartufi, foie gras, pasta fresca. La nota del Governo

MERCATALE (SAN CASCIANO) – Il ristorante Il Cavaliere, del Castello di Gabbiano, sarà chiuso oggi e domani a pranzo. Riaprirà sempre domani, mercoledì 4 novembre, a cena.

Il motivo è davvero incredibile: i frigoriferi del ristorante sono rimasti vittima dell’attacco informatico che, come per molte altre realtà del nostro Paese e d’Europa, ha visto hacker penetrare i sistemi di sicurezza e mandare in tilt centinaia, migliaia di frigoriferi.

In particolare nei supermercati e nella grande distribuzione ma, e il caso specifico ne è un esempio, finanche nei ristoranti.

“Siamo arrivati stamani mattina – raccontano dal Cavaliere – e dalla cucina abbiamo sentito che proveniva un forte odore, acre. Abbiamo controllato i frigoriferi e scoperto un vero e proprio disastro”.

“Erano stati settati su una temperatura di 150 °C – proseguono – che è quella per lo sbrinamento. All’interno si raggiungono i 50° C, ma sono bastati per mandare in malora tutto quello che era all’interno”.

Latticini (burro, formaggi in particolare), tartufi, pesce, carne, pasta fresca, ripieni per la pasta fresca…: un danno che si aggirerà fra i 10 e i 15mila euro. 

“Tutti i frigoriferi – ci spiegano i responsabili tecnici del Cavaliere di Gabbiano – sono collegati in rete. Gli hacker sono penetrati nel sistema informatico, per avvisarci in tempo reale di anomalie. Ma hanno disattivato tutti gli allarmi e settato la temperatura su quei valori”.

Causando, ovviamente, un disastro per tutto il contenuto: “Da domenica sera, quando abbiamo chiuso il ristorante, ci siamo accorti di quello che era successo stamani mattina (il lunedì è chiuso, n.d.r.)”.

“Il centro assistenza sta riprogrammando tutto – spiegano ancora – Mentre sono state messe in campo anche tutte le operazioni di pulizia. Fortunatamente dal punto di vista tecnico i frigoriferi non hanno subito danni ma, come detto, tutto il contenuto è stato rovinato”.

Oltre a questo, c’è da mettere in conto anche il mancato incasso dei pranzi di oggi e domani, e della cena di oggi.

“Adesso – concludono – chiederemo ai nostri tecnici di organizzarci per ovviare a pericoli del genere. Certo però, che pensare che degli hacker potessero “entrare” nei frigoriferi era francamente impossibile”.

Attacco a livello europeo: la nota del Governo italiano

“Si è svolta a Palazzo Chigi una riunione con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, e il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, alla quale hanno partecipato il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e i direttori delle agenzie di intelligence, a seguito degli attacchi hacker che stanno interessando in Europa alcuni sistemi di refrigerazione commerciale”.

Lo si apprenda da una nota di Palazzo Chigi, che informa anche che “dai primi accertamenti emerge che in Italia l’impatto degli attacchi è al momento fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull’intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole”.

“Non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento – si precisa – Ogni eventuale segnalazione di anomalia viene peraltro notificata dall’ACN ai NAS dei carabinieri, al fine di garantire tempestivi interventi. L’ACN sta inoltre incontrando i rappresentanti delle categorie interessate e gli amministratori dei principali operatori del settore”. 

“Il Governo – conclude la nota – in tutte le sue articolazioni, continuerà ad agire lungo quattro direttrici: monitoraggio e analisi della minaccia, attività peraltro avviata già da mesi; interlocuzione costante con i fornitori e i venditori della filiera alimentare; individuazione e tempestiva notifica dei soggetti esposti; diffusione su larga scala di comunicazioni preventive e indicazioni per la mitigazione dei rischi nei settori interessati. Non sussiste quindi alcun allarme, ma permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti”.

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