CHIANTI – Non tardano ad arrivare le attestazioni di apprezzamento e condivisione all’appello lanciato nei giorni scorsi dalla rete degli otto comuni toscani che compongono la Conferenza zonale educativa fiorentina sud est sul tema del disagio giovanile.
Partita dal Comune di Greve in Chianti, con le adesioni dei Comuni di Reggello, San Casciano in Val di Pesa, Barberino Tavarnelle, Impruneta, Bagno a Ripoli, Rignano sull’Arno e Figline e Incisa Valdarno, l’iniziativa invita “il Governo Meloni a non usare la repressione per gestire l’ondata di protesta che si sta allargando a macchia d’olio sul territorio nazionale ma conoscere le richieste e le istanze degli studenti e delle studentesse attraverso l’ascolto e la vicinanza”.
Ai contenuti del documento, formulato dagli assessori e dalle assessore alle politiche educative, nell’intento di dare forza, eco e sostenere istituzionalmente i tantissimi giovani che in queste settimane stanno esprimendo il loro disagio nelle piazze e nelle scuole d’Italia, si sono uniti con fermezza e convinzione CGIL di Firenze e FLC CGIL di Firenze.
“Accogliamo positivamente – affermano le organizzazioni sindacali – l’iniziativa/appello della conferenza zonale educativa Firenze sud est in merito al disagio giovanile che in questi giorni è emerso in tutta la sua drammaticità attraverso le manifestazioni studentesche e le occupazioni delle scuole”.
“I giovani hanno bisogno di essere ascoltati – rilanciano – e di avere risposte per il loro futuro e non un sistema repressivo che riporta agli anni bui del fascismo, a partire da un rafforzamento del sistema pubblico educativo, un futuro certo, e il diritto all’istruzione previsto dalla nostra Costituzione”.
“Scuole fatiscenti, insegnanti precari e sottopagati – insistono – diseguaglianze economiche, assenza di luoghi di aggregazione sono le uniche risposte arrivate in questi anni per i giovani.”
“La CGIL di Firenze e la FLC CGIL di Firenze – sottolineano – sono a fianco dei giovani e lo dimostrano le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero generale per il 20 novembre a fronte di una finanziaria che non prevede non solo niente per i giovani ma riduce addirittura il numero degli insegnanti e non prevede investimenti per le scuole e per il sistema educativo”.
“L’auspicio – dicono in conclusione – è che anche le altre conferenze zonali educative possano perseguire la stessa strada di denuncia del disagio e di proposte per un vero cambiamento politico e culturale per i giovani”.
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