Da Ponte a Niccheri all’ospedale di Torregalli. I Cobas: “Risvolti oscuri sui quali va fatta luce”

PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – I Cobas dell'Asl 10 tornano all'attacco delle decisioni prese dall'Azienda sanitaria in merito all'ospedale Santa Maria Annunziata (OSMA) di Ponte a Niccheri.

 

Stavolta nel mirino del sindacato autonomo e del suo rappresentante Andrea Calò (in foto), il trasferimento del settore di sierologia.

 

E la "battaglia" sale di livello poiché i Cobas si sono rivolti alla Procura Regionale della Corte dei Conti "affinché – dicono – questa verifichi tutte le procedure economico finanziarie relative alla gestione ed il corretto utilizzo delle risorse pubbliche".

 

"Lo abbiamo fatto – spiegano – dopo aver richiesto chiarimenti sui reali motivi dello smantellamento del settore specialistico di sierologia del laboratorio analisi OSMA a Torregalli per il quale ci siamo opposti duramente.

 

"Abbiamo atteso invano – sottolineano – che l’azienda producesse i documenti relativi all’accreditamento, agibilità e conformità antisismica dei locali utilizzati ad accogliere la “nuova Sierologia” mostrando altresì, dove le entrate dei ticket incassate dai vari laboratori, siano state allocate chiarendo se esistono  gravi problemi di  sbilancio economico",

 

"L’Asl – accusano – non ha mai chiarito i motivi per i quali sono state effettuate più gare d’appalto sul settore della chimica clinica e immunometria e se queste gare hanno sortito risparmi di spesa, ottimizzazione delle procedure e dei risultati. Nessuno sa, in sintesi, se ci sono buchi clamorosi nel bilancio".

 

"Inoltre – dice ancora Calò – non si comprendono i motivi per i quali, a scadenza di appalti precedentemente assunti e per i quali dovrebbero  essere valutati tutti i risultati avuti in termini di prestazioni effettuate in particolare con le imprese  Abbot e Roche,  l’azienda sceglie  di trasferire tutti gli esami della sierologia, senza una  nuova gara di appalto attribuendoli alla Beckman".

 

"La Beckman – dicono ancora i Cobas – in questo complesso gioco di scatole cinesi, è la multinazionale che ha in gestione la strumentazione ed i reattivi di laboratori analisi  e,  con questa  decisione,   si troverebbe beneficiaria di ulteriori  profitti (come quelli provenienti dalla sierologia)  assicurandosi il monopolio dell’affaire".

 

"Ma il fatto curioso – dice ancora Calò – è che l’appalto in essere nella Asl 10 di sierologia,  scade il 31 dicembre 2014  con Abbot e Roche e,  non rinnovando una nuova procedura, viene attaccato all’appalto Beckma fino al 2020. Ma a parte il trasferimento di attività da una multinazionale all’altra, quello che questa procedura insolita consente è che non viene fatta nessuna valutazione sui risultati conseguiti in termini di minore spesa e maggiore qualità. 

 

"Ciò che rende sospetta la fretta di voler concludere questa operazione – sono ancora parole di Calò – ovvero smantellamento della sierologia e polverizzazione di una grande equipe professionale, è  la scarsa trasparenza, l’autoritarismo e l’arroganza della Asl che non ha mai mostrato grandi capacità gestionali e soprattutto le grandi pressioni lobbistiche di poteri e interessi".

 

"Al direttore genera -le – concludono va la responsabilità di questo nuovo conflitto; le nostre  legittime richieste  avevano solo la necessità di rendere chiari i bilanci dell’azienda, i processi, i risultati conseguiti ed il miglioramento della  qualità delle prestazioni a costi più ridotti. Infine non dimentichiamo l’impoverimento diagnostico analitico strumentale che ne consegue per l’ospedale Santa Maria Annunziata".

di Redazione

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