Dopo le polemiche dei Cobas, intervento di Simone Baldacci, coordinatore Rsu Asl 10

PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Dopo le vibranti polemiche dei giorni scorsi innescate dai Cobas dell'Asl 10 sulle indennità per il rischio radiologico (clicca qui per leggere l'articolo), ecco arrivare (la pubblichiamo in forma integrale) la replica da parte di Simone Baldacci, coordinatore Rsu Asl 10.

 

"In qualità di coordinatore Rsu Asl mi sento nel dovere di rispondere e precisare meglio alcune problematiche sollevate dalla sigla Cobas sulla questione del rischio radiologico per i lavoratori delle sale operatorie e dell'endoscopia.

 

L'€™indennità  di rischio radiologico, in base alle normative legislative ad oggi vigenti, è stata da anni sospesa nelle principali Aziende sanitarie italiane e toscane per il personale che non svolge la propria attività in maniera continuativa e prevalente nelle zone classificate in base all'€™art. 4 Dlsg 230/95, nella maggioranza dei casi senza nessun tipo di confronto sindacale.

 

I numerosi ricorsi che sono stati presentati da sindacati e associazioni professionali contro questi provvedimenti in diversi tribunali italiani sono sempre stati tutti respinti.

 

Per la cronaca l'azienda se non attuasse alla lettera questo Dlsg si troverebbe di fronte ad una potenziale accusa d'infrazione e danno erariale da parte dalla Corte dei Conti La ASL 10, ultima ad adottare questo provvedimento, su richiesta della Rsu ha prima accettato il confronto sindacale, poi la costituzione di una apposita commissione bilaterale che avesse lo scopo di verificare la corretta applicazione delle norme di sicurezza e per la riduzione del rischio di assorbimento delle radiazioni ionizzanti nelle zone a rischio.

 

Con l€'obiettivo di stabilire un criterio scientificamente valido per individuare, con la massima precisione possibile, il numero di prestazioni lavorative sufficienti per poter continuare a erogare ai lavoratori l'indennità di rischio senza incorrere nelle more del tribunale amministrativo.

 

La commissione ha concordato quindi i seguenti provvedimenti: modifica del programma informatico Argos per cui, in assenza di registrazione da parte del medico e del tecnico di radiologia del tempo di esposizione e della quantità  di radiazioni emesse per ogni prestazione, la scheda non viene chiusa e archiviata; acquisizione di DPI come braccialetti con dosimetro, occhiali protettivi, incremento delle paratie mobili piombate di camici piombati personalizzati di dosimetri€.

 

Inserimento nel piano formativo obbligatorio di corsi che abbiano come tema le norme di sicurezza e il comportamento da tenere nelle aree a rischio radiologico; elaborazione di una proposta operativa che stabilisce nel numero di 100 le prestazioni per il primo operatore e ferrista o 110 le prestazioni per l€'operatore con funzioni multiple per il riconoscimento dell'€™indennità.

 

Accordo con l'amministrazione che, in caso di superamento della prestazioni stabilite dal documento nelle registrazioni dell'anno 2014, i lavoratori interessati possano beneficiare dell'indennità  di rischio radiologico con gli arretrati dal giorno della sospensione (1 novembre 2013).

 

La commissione rx aziendale, dopo l'€™analisi dei dati del primo quadrimestre 2014 presenti nei documenti informatizzati Argos, ha deciso di riassegnare a due lavoratori delle sale operatorie dell'OSMA l'indennità  di rischio con i relativi arretrati; è molto probabile che dopo l'€™analisi dei dati dei due prossimi quadrimestri ad altri lavoratori venga riassegnato il beneficio dell'€™indennità, questo grazie all'obbligo della registrazione della presenza delle radiazioni emesse su Argos.

 

Tutto questo viene ribadito non per vantarsi di chissà quali vittorie e sbandierare conquiste ma per ribadire che un percorso è stato fatto e che alcuni risultati soprattutto sul tema di una maggiore sicurezza per gli operatori sono stati raggiunti, e che questo percorso non si è ancora concluso.

 

Come Rsu non siamo mai stati a interessati a perorare battaglie ideologiche e demagogiche che non portano alcun vantaggio ai lavoratori, ma ha tentare di risolvere, nei limiti delle nostre forze e possibilità, i problemi e tutelare il più possibile la sicurezza dei lavoratori.

di Redazione

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