PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – I Cobas proclamano lo stato di agitazione "delle ostetriche dell'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri".
"Il 12 agosto – ricordano – avevamo inviato una richiesta di incontro urgente al direttore generale, direttore sanitario, direttore Ostetricia Professionale Asl 10, sulla precarizzazione assistenziale dell’evento nascita nella maternità dell’ospedale Santa Maria Annunziata (ostetricia, nido, sala parto, ambulatori) a seguito della riduzione del personale ostetrico, sui modelli organizzativi sbagliati, sulla ricaduta negativa che questi hanno sulle lavoratrici e sulle donne, sui rischi connessi alla qualità dell’assistenza e su il progressivo snaturamento di un reparto che ha sempre puntato sull’umanizzazione di tutto il percorso nascita".
"La richiesta di incontro – proseguono i Cobas – recava in premessa una descrizione dettagliata con la quale, dati alla mano, veniva ribadito che l’ospedale di Ponte a Niccheri nonostante sia una maternità di secondo livello (in grado di accogliere gravidanze fisiolologiche e patologiche) con accesso diretto di ricoveri e pronto soccorso, continua ad essere un polo di attrazione e di riferimento per la nascita. E che le risorse ostetriche sottratte dall’azienda dal turno di notte comportavano una inaccettabile e insostenibile precarizzazione assistenziale e una continua violazione di istituti contrattuali".
"La nota inviata – proseguono – era stata preceduta da una assemblea indetta dalla Rsu Cobas e da noi Cobas all’OSMA con tutte le ostetriche, al termine della quale è stata ribadita la più netta contrarietà alle misure gestionali adottate dall’azienda fondate sulla riduzione di personale, su scorrette gestioni di istituti contrattuali, sulla forte esposizione ai rischi e pericoli, richiamando la medesima a spostare la sua attenzione dalla mera quantificazione dei tempi necessari alle diverse attività, alla garanzia della continuità assistenziale che è il vero strumento di qualità del lavoro".
"La stessa nota – dicono ancora – chiedeva in conclusione all’azienda: un incontro urgente al fine di esporre dettagliatamente le disfunzioni organizzative e i rischi clinici ad essi connessi, le criticità sopra evidenziate; il ritiro del modello organizzativo imposto nel periodo estivo e il ripristino dell’unità notturna, al fine di garantire una assistenza sicura, qualificata e adeguata nella fase di degenza madre/bambino, pronto soccorso e urgenza; un corretto utilizzo della pronta disponibilità, la quale non può più essere utilizzata per sopperire alle unità sottratte; un adeguamento reale degli organici, integrando le ostetriche mancanti e mai sostituite".
Eccoi all'attualità: "Ignorando la nostra richiesta di incontro, l’azienda ai primi di settembre, in modo unilaterale e senza alcuna formalizzazione predisponeva il cambio dell’organizzazione dei turni a partire dalle fine delle ferie estive procrastinando l’organizzazione attuale e oggetto delle nostra controversia. Il cambio degli orari e turni avveniva tra l’altro su un orario già formalizzato con assenza di criticità di personale".
"Questa scelta autoritaria – incalzano – e lesiva dei diritti e prerogative delle lavoratrici avveniva senza alcuna delibera, senza convocare il tavolo sindacale richiesto ma solo attraverso una comunicazione rivolta dall’azienda al personale ostetrico il quale veniva invitato a partecipare ad una riunione indetta il 18 settembre dal direttore del dipartimento infermieristico ed ostetrico e dalla dirigente SOS assistente ostetrica per mero aggiornamento riguardante la nuova organizzazione".
"Tale modalità – accusano i Cobas – è in palese contrasto con le regole contrattuali e statutarie soprattutto alla luce del mandato e delle deleghe ricevute dalle ostetriche nelle assemblee dell'11 agosto e del 12 settembre nelle quali è stato ribadito la volontà di farsi rappresentare nella vertenza da noi Cobas. In forza dello Statuto dei lavoratori, il dato associativo e della rappresentanza ricevuta, la modalità scelta dall'azienda di eludere relazioni e confronto, arrivando a rapportarsi direttamente ai nostri rappresentati, è modalità scorretta ed illegittima".
"Per questi motivi – annunciano – le ostetriche rappresentate da questa associazione sindacale non parteciperanno ad alcun incontro illustrativo promosso dall'Azienda. ma ribadiscono la necessità di mettere in essere corrette relazioni sindacali".
"In attesa di risposte alle nostra richieste e sollecitazioni – concludono – dichiariamo lo stato di agitazione del personale delle lavoratrici della maternità OSMA annunciando conseguenti iniziative di mobilitazione e di lotta a sostegno delle nostre richieste".
di Redazione
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