IMPRUNETA – In un'edizione della Festa dell'Uva, l'88esima andata in scena domenica 28 settembre in piazza Buondelmonti, in cui la vittoria del rione Sant'Antonio non viene messa in discussione da nessuno (una rarità a queste latitudini), forse il rione con qualche "mal di pancia" in più è quello delle Sante Marie.
Arrivato terzo con uno scarto di 10 punti dal Pallò (in pratica un voto), il rione azzurro mal digerisce questa classifica.
"Ho sentito molto scontento sul rione – dice la presidente, Ornella Martucci di Scarfizzi – da parte di molti che non hanno accettato il terzo posto a favore del Pallò secondo".
E se stasera in piazza, dalle 21.30 in poi, qualcosa si dirà alle "Camiciole", una cosa per le Sante Marie rimane fissata: "Non eravamo d'accordo prima, non lo siamo neanche dopo con la nuova versione della giuria con cinque professionisti".
Una composizione che non piace neanche, udite udite, al vincitore: "Preferirei – dice Giovanni Poggini, presidente di un rione Sant'Antonio al settimo cielo dopo 14 anni di digiuno – che i giurati tornassero ad essere in numero maggiore. Poiché più sono e minore è l'linfluenza delle loro singole decisioni".
Detto questo, Poggini torna a sottolineare "l'unanimità con la quale è stata sancita la nostra vittoria. Ho anche visto, durante la sfilata, ragazzi del Pallò alle transenne fare il tifo per noi".
"La nostra – dice raggiante – è una grande gioia: l'avevo detto quando sono diventato presidente, ci sarebbero voluti cinque anni per tornare a vincere. Eccoci qua!".
Soddisfatto su tutta la linea Luca Gasparri, presidente del rione del Pallò: l'accettazione della vittoria del Sant'Antonio infatti qui va di pari passo con la gioia per essere arrivati davanti… alle Sante Marie.
"Per noi tutto si è svolto in modo corretto – dice Gasparri – E sono anche convinto che la giuria formata in questo modo, oltre a dare un giudizio corretto sulla sfilata, possa darci anche molti spunti per migliorare".
Chiude Stefano Rossini, presidente del rione delle Fornaci, quarto classificato: dopo la delusione dello scorso anno, con la sfilata annullata per maltempo e un carro che prometteva "scintille", un quarto posto che brucia.
"Ma che abbiamo accettato con tranquillità – dice Rossini – Del resto sapevamo i limiti che aveva il nostro progetto, in particolare in merito alla costruzione dei carri".
"Anch'io – conclude il presidente del rione rosso – sono convinto che questo tipo di giuria sia la strada giusta da percorrere: i commenti che hanno fatto, i suggerimenti che ci hanno dato, ci hanno fatto capire che affidarsi a professionisti di vari settori come è statao fatto può anche servire per far crescere la Festa".
di Matteo Pucci
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