IMPRUNETA – È caduta molta pioggia in questi giorni, tanta da lavare le strade, ma non abbastanza da cancellare la paura e la rabbia dei cittadini di Impruneta, dove in questo ultimo periodo un piromane (o piromani, ancora le indagini non hanno chiarito, anche se si annunciano a breve novità) ha incendiato sette macchine, un’Ape piaggio e un camper.
Poi, nella notte appena trascorsa, l'ultimo rogo nella zona del ristorante "Il Battibecco" ai Sassi Neri (clicca qui per leggere l'articolo).
Siamo voluti tornare sui luoghi degli incendi, per comprendere ciò che rimane dopo eventi del genere, e non ci riferiamo alle carcasse delle macchine fumanti.
In via Longo, zona Presuria, dove è stata data alle fiamme una Fiat Panda, incontriamo un gruppo di signori anziani, seduti su una panchina sottostante a via Longo, che stanno parlando proprio dell’incendio dei giorni scorsi.
Non c’è da stupirsi se l’argomento è sulla bocca di tutti a Impruneta, dai bar alle chiacchiere in piazza, passando per la casa del popolo, dalla parrucchiera al barbiere.
Per due serie di motivi: da una parte per la brutalità e inciviltà di questi incendi, così ravvicinati gli uni dagli altri, ma vicini anche nelle case dei proprietari che dormivano notti serene; dall’altra perché l’autore di tali gesti è ancora a piede libero, pronto a colpire nuovamente.
“Noi abitiamo proprio qui sopra – ci dice una signora, indicando il palazzo più vicino a dove era parcheggiata la Fiat Panda al momento dell’incendio – e purtroppo, essendo anziana, non riesco a dormire bene la notte".
"Quando hanno dato l’allarme ero a guardare un film di poliziotti in televisione, e appena mi sono affacciata alla finestra e ho visto le fiamme alte pensavo di sognare” ci spiega la donna, e capiamo bene quanto questa storia l’abbia raccontata in questi giorni, così densa di particolari da far venire i brividi.
“Fortunatamente la macchina non ce l’ho – prende la parola un uomo seduto accanto a lei – ma vivendo al piano terra ho paura. E se le fiamme divampassero fino alle mie finestre? In un attimo la mia casa andrebbe a fuoco".
L’umore in via Prachatice, zona Sassi Neri, dove sono state bruciate ben tre macchine e un’Ape Piaggio la notte tra lunedì 10 novembre e martedì 11 (e tre Fiat Panda nei giorni precedenti), non è tanto diverso da qui.
Nonostante la pioggia di questi giorni ancora si percepisce l’odore di bruciato, passando accanto alle carcasse annerite.
Oltre al problema del parcheggio “perché ormai è diventato un terno al lotto, non sappiamo se è meno rischioso parcheggiarla dove il piromane ha già colpito e quindi si pensa che non tornerà, oppure se è più rischioso poichè l’assassino torna sempre sul luogo del delitto” ci dice Andrea come un fiume in piena.
"Oltre ad avere preoccupazioni sul lavoro – prosegue amareggiato – adesso devo pensare anche dove, come quando e perché parcheggiare”.
Ma c’è anche un altro aspetto della questione. Ce lo fa notare Francesca, residente in via della Pinetina, madre di famiglia: “Certamente io e mio marito siamo rimasti sconvolti da questi incendi, che ci hanno colpito molto da vicino".
Fa riferimento all'incendio del 6 novembre, dove insieme ai cassonetti di via Prachatice sono state bruciate tre automobili: “Ma oltre per la macchina io sono preoccupata per mia figlia, adolescente, che il sabato sera torna in motorino da sola".
"E se a questo pazzo, e dico pazzo perché chi fa queste cose può essere solo pazzo, non bastasse più incendiare le macchine a notte fonda? Cosa succederebbe se mia figlia passasse di lì mentre prende fuoco un'auto? Non ci voglio pensare” conclude, con un nodo alla gola.
di Costanza Masini
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