Beatrice Bensi (Cittadinanza Attiva) e Quirina Cantini (M5S): “Mai fatto niente per bonificarla”

BAGNO A RIPOLI – "Il tempo è scaduto: va tolto l’amianto da Capannuccia". L'ultimatum lo lanciato Quirina Cantini e Beatrice Bensi, rispettivamente capogruppo del M5S e di Cittadinanza Attiva in consiglio comunale.

 

Un ultimatum che va a toccare direttamente un tasto dolentissimo: quello delle strutture dell'ex Fornace Brunelleschi, che tolgono il sonno a molti cittadini della piccola frazione.

 

"Il rave di Capannuccia di inizio novembre – dicono – oltre alle polemiche per la situazione di forte disagio che i cittadini sono stati costretti a vivere, ha lasciato sul campo la realtà, in mezzo ad un paese, di una fabbrica dismessa, facilmente accessibile, con strutture contenenti amianto e materiali di risulta di vecchie produzioni".

 

"Le vicende della ex Fornace Brunelleschi si conoscono bene – proseguono – perché coprono più di vent’anni di storia di Bagno a Ripoli: si sono avvicendate due proprietà su quest’area, ma non è mai stato fatto niente per bonificarla, nonostante la denuncia della presenza accertata di amianto del 2011".

 

Ricordano che "la precedente amministrazione comunale, secondo il dettato della legge n. 22 del 1997 ( art.14 che prevede la possibilità di intervento del sindaco rispetto all’abbandono e al deposito incontrollato di rifiuti) e dopo il ricorso vinto dalla Tognozzi Building s.p.a nel 2012, era stata obbligata ad intervenire in parte, dopo un furto che aveva portato allo scoperto i rischi per la salute pubblica di questo sito".

 

"Autorevoli studi scientifici – rimarcano – eseguiti per capire quali livelli ambientali di asbesto (le fibre di amianto) concorrano ad aumentare il rischio di tumore, hanno dato una risposta preoccupante: non esisterebbe alcuna soglia al di sotto della quale il rischio si possa considerare zero".

 

"Inoltre – dicono ancora Bensi e Cantini – sarebbe sufficiente una unica esposizione alle fibre di asbesto, inalate o assunte per bocca, perché si possa sviluppare il tumore anche a distanza di anni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la bonifica completa ed immediata dei siti inquinati , oltre ad un monitoraggio attento degli individui che hanno avuto contatto con ambienti inquinati".

 

"Non ci sono più scuse – accusano – La Toscana è stata la prima regione d'Italia ad emanare una legge sul censimento dei siti contenenti amianto (LR 51/2013), la quale legge regolamenta lo smaltimento e promuove incentivi e detrazioni per chi bonifica i terreni inquinati".

 

E qui la battaglia diventa politica: "Ma, all’interrogazione congiunta presentata su questo tema, nell’ultima seduta del consiglio comunale, dai nostri gruppi, il sindaco ha risposto di attendere gli esiti dell’ispezione che dovrà fare la Asl sui possibili danni causati dal rave alla struttura della fornace (la struttura ha già subito dei crolli ed erano presenti diverse centinaia di persone che hanno bivaccato con camion, camper e auto, nel sito) e sugli eventuali rischi ad essi collegati".

 

"Sinceramente – rilanciano – non ci sembra che possa bastare! Le responsabilità per situazioni come questa sono, nei fatti, delle amministrazioni, che si limitano ad ottemperare agli obblighi di legge, ma lasciano i cittadini in balia degli eventi. E crediamo che servano veramente a poco, se anche dovessero arrivare, le rassicurazioni delle autorità sanitarie di fronte al degrado e agli imprevisti, che bene hanno messo in luce i fatti accaduti".

 

"Anche l'area ex-Enel nel viale Europa – accusano – è diventata una discarica a cielo aperto e ci lascia interdetti, perché è la porta che apre idealmente a Firenze. Il compito della politica – e come opposizione intendiamo assumercelo – è non chiudere più gli occhi: non bisogna aspettare l’ennesimo furto di materiali, (l’ultimo avvenuto proprio in questi giorni), o raduni abusivi con impianti sonori potentissimi, per allertare e fare pressione sugli organi preposti al controllo (Asl e Arpat) o sul curatore fallimentare, perché la proprietà, visto l’alto valore immobiliare dell’area, provveda a farla bonificare integralmente e recuperarne poi i costi con la futura vendita".

 

"Qui – concludono – siamo di fronte ai problemi irrisolti di realtà lasciate per lungo tempo in sospeso, in attesa che altri eventi ne mutino le condizioni. Ma tale tempo è finito, ed è ora che, per il bene dei cittadini, le soluzioni arrivino. I nostri gruppi si impegneranno fino a che questa situazione non sarà risolta. E saremo pronti ad accogliere anche tutte le segnalazioni che i cittadini vorranno farci pervenire su questa e su altre zone del nostro Comune, in cui bisogna smettere di aspettare".

di Matteo Pucci

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