IMPRUNETA – Le avvisaglie c'erano da settimane, ma l'ufficialità è arrivata con la lettera scritta dal presidente della Pro Loco di Impruneta, Luca Gasparri, a tutti i soci dell'associazione: che taglia defintivamente i "ponti" con l'amministrazione comunale.
Rinnovata da poco più di un anno quindi, la Pro Loco non trova pace: ed è in particolare il rapporto con il Comune, unito ai dubbi sulle prospettive future delineate dal vicesindaco Joele Risaliti, a far propendere verso una rottura che è destinata a fare molto rumore.
La lettera inviata da Gasparri ai soci dell'associazione, è condivisa da tutto il consiglio: quindi è una presa di posizione collettiva e meditata.
Causa scatenante è anche la paventata riorganizzazione (anticipata alcune settimane fa dal Gazzettino del Chianti) delle feste tradizionali imprunetine, in fase di definizione da parte dell'amministrazione comunale: "Tutto è stato discusso a livello politico – accusa Gasparri – senza coinvolgere minimamente le associazioni sul territorio".
Nella lettera inviata ai soci (e a tutte le altre associazioni imprunetine), Gasparri palesa le difficoltà nei rapporti con l'amministrazione comunale, anche nel vedersi saldati i contributi dovuti (con le relative difficoltà).
Criticato anche il fatto che la nuova convenzione Pro Loco-Comune sarebbe solo di un anno: "L'amministrazione – si legge – anziché incentivare ha operato per dilazionare e rallentare i tempi".
Poi l'accusa riguardo al "progetto fortemente voluto dal vicesindaco Joele Risaliti, che racchiude in un unico organismo la Pro Loco, la Fiera, la Festa dell'Uva, sotto le dipendenze dell'assessorato competente".
"Il disegno – scrive Gasparri – denominato "servizi cultura", è già stato discusso a livello politico senza sentire nessuna delle associazioni in causa. Ritengo grave questo modo di procedere, perché le feste sono patrimonio della comunità e si svolgono grazie al volontariato che vi è dietro, non sono figlie di un partito o di un altro".
"L'idea di raggruppare il tutto in un organismo unico – precisa Gasparri – potrebbe essere logico, ma non fatto per volontà politica. Chiederemo all'amministrazione, assieme alle altre associazioni, spiegazioni sui motivi per i quali non siamo stati interpellati".
"A queste condizioni – conclude – e con questo futuro, non è nostra intenzione procedere alla sottoscrizione della convenzione annuale con il Comune, pertanto dal 31 dicembre lasceremo la "Pagoda", l'ufficio informazioni, il museo del Tesoro, e tutte le feste del prossimo 2015 nelle mani dell'assessore competente. Dall'1 gennaio il consiglio rimetterà il mandato e convocherà un'assemblea per discutere il futuro dell'associazione".
di Matteo Pucci
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