Il vicesindaco torna ad affrontare la questione che sta creando tensioni con la Pro Loco imprunetina

IMPRUNETA – "Leggo che saremmo arrivati a costringere la Pro Loco alla chiusura provocando le dimissioni del presidente e del consiglio, dimissioni di massa che non mi risulterebbero vere, a seguito della nostra, in particolare mia, idea di costruire un soggetto pubblico che abbia come obiettivo quello di promuovere e aiutare il territorio a crescere sia economicamente, attraverso iniziative promozionali come ad esempio l'ultima nella Fornace Agresti, sia culturalmente aiutando tutte le associazioni esistenti a promuoversi e facendo crescere le attività".

 

Il vicesindaco di Impruneta Joele Risaliti affida a Facebook le sue riflessioni sul momento di tensione della Pro Loco di Impruneta, ormai ai ferri corti con l'amministrazione comunale. Quelle dimissioni, annunciate in una lettera dal presidente Luca Gasparri, saranno discusse nell'assemblea dei soci dell'associazione in arrivo a fine mese.

 

"Un territorio come il nostro – prosegue Risaliti – ha la necessità di creare una rete di rapporti verso Firenze ed il Chianti per i percorsi dell'olio, del cotto e del Sacro, ha bisogno di attivare sinergie con il privato per la ricerca di sponsorizzazioni, ha bisogno di mantenere i rapporti con i soggetti pubblici regionali che si occupano di cultura. Io credo che la Cultura possa essere quel compito che spetta ad ogni città".

 

Cita anche La Pira “Una città non può essere amministrata e basta. Non è niente amministrare una città, bisogna darle un compito, altrimenti muore”".

 

"Abbiamo avuto la fortuna – dice ancora Risaliti – di completare il recupero della Fornace Agresti, completeremo il restauro dei Loggiati del Pellegrino ed il progetto del Parco Pali, tre strutture pubbliche che necessitano di programmazione e progettazione perché non rimangano contenitori vuoti come troppo spesso accade in Italia".

 

"Credo che non si possa prescindere dalle esperienze positive che circondano la nostra realtà – ricorda guardando ai comuni limitrofi – ad esempio Scandicci Cultura, Sesto Idee, la Fondazione Museo Montelupo, tutte esperienze dove attraverso una regia pubblica si è riusciti a creare un sistema culturale a servizio della comunità e di tutte le associazioni, quindi nessun superamento del sistema associazionistico che caratterizza il nostro territorio ma anzi la costituzione di una Istituzione per il coordinamento e il miglioramento dell'offerta".

 

Il problema però è che a molti, non solo alla Pro Loco, ha dato fastidio la modalità con la quale il vicesindaco ha avviato queste riflessioni: senza coinvolgere le realtà (ad esempio, oltre alla Pro Loco, l'Ente Festa dell'Uva o il Comitato Fiera di San Luca) che da decenni si occupano delle manifestazioni imprunetine.

 

"Non si può pensare – conclude Risaliti, citando anche l'articolo 9 della Costituzione – che la pubblica amministrazione rimanga fuori dalle scelte sulle politiche culturali a prescindere da chi governa, questo settore strategico deve essere oggetto di riflessione pubblica, a mio avviso, deve essere oggetto di forte investimento".

di Matteo Pucci

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