Il duro atto d’accusa del Coraggio di Cambiare: “Sorvoliamo poi sulla partecipazione…”

IMPRUNETA – "Il percorso di gestione associata stenta a prendere forma e a diventare operativo per mancata organizzazione o volontà dell’amministrazione. Non tutte le convenzioni sono attive, la struttura organizzativa non è stata definita, tutto resta vago e incerto tranne una cosa:  grazie alla gestione associata la struttura dirigenziale che con buon risparmio era stata eliminata è stata nuovamente ripristinata".

 

E' l'atto di accusa del gruppo di opposizione Il Coraggio di Cambiare, che sulle gestioni associate con il Comune di Bagno a Ripoli è sempre stato critico.

 

"La gestione dei servizi in forma associata tra comuni – ricordano – dovrebbe avere come obiettivo il miglioramento e l’ampliamento dei servizi al cittadino e una riduzione dei costi. Perché ciò avvenga è necessaria un’analisi di fattibilità, una scelta del comune partner basata su una visione strategica condivisa tra i due enti e una valutazione dei costi e dei benefici in termini di risparmio e miglioramento dei servizi, dato che di servizi fondamentali si tratta: gestione del territorio, vigilanza urbana, case popolari, scuole…". 

 

"La nostra amministrazione – rilanciano – invece ha deciso di intraprendere il percorso di gestione associata dei servizi con il comune Bagno a Ripoli  in autonomia e senza una preventiva analisi dei servizi, dei costi realistici della gestione attuale e di quella ipotizzata e soprattutto senza il coinvolgimento di nessuno, cittadini, dipendenti, forze politiche. Una prassi alla quale ormai anche questa amministrazione, che ha tanto sbandierato la promessa di partecipazione, ci ha abituato in questo anno e mezzo di mandato".  

 

"La delibera di consiglio del 10 aprile 2014 – concludono – ha approvato solo la convenzione per i servizi sociali ed in materia di politiche abitative, ma intanto la delibera 18 del 12 marzo sulla programmazione triennale del fabbisogno del personale aveva già stabilito a priori di riportare in pianta organica i dirigenti. Così da luglio scorso paghiamo di nuovo il solito dirigente per quasi 90.000 euro senza che questo porti alcun beneficio reale per la comunità…".

di Redazione

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