Capannuccia, il sindaco sulla bonifica della ex Fornace Brunelleschi: “Parte a luglio”

Ai tantissimi cittadini all'incontro per avere ragguagli sull'amianto, il primo cittadino dà una scadenza precisa

CAPANNUCCIA (GRASSINA) – Una sola domanda. Secca, ripetuta, incalzante: quando verrà bonificata l'area della ex Fornce Brunelleschi?

 

E' stato questo il cuore dell'incontro con la cittadinanza organizzato dall’amministrazione comunale lunedì 21 marzo presso il circolo Sms di Capannuccia.

 

Nella piccola saletta del circolo una numerosa ed agguerrita rappresentanza degli abitanti di questa frazione alle prese con da anni la brutta storia di amianto e degrado, si è presentata al sindaco Francesco Casini, al vicesindao Ilaria Belli, e agli assessori Enrico Minelli, Paolo Frezzi e Francesca Cellini.  

 

Un'unica, "storica" domanda da porre quindi, alla quale avere risposte: a quando lo smaltimento di questo scomodo materiale presente nella copertura della struttura ormai in decadenza?

 

L’incontro viene aperto dal sindaco stesso che,  dopo un accurato ragguaglio su ciò che in questi ultimi anni è stato fatto, entra subito nel vivo, dando addirittura una scadenza precisa: luglio 2016.

 

Ma andiamo per ordine: “Già dal 2011 – ricorda Casini – sono stati eseguiti interventi con procedure particolari vista la specificità del risanamento. E’ da considerare però che siamo difronte ad una situazione molto complicata che vede dalla parte della proprietà un fallimento in corso e quindi un curatore fallimentare con cui trattare”.

 

Continua il sindaco: “L’amministrazione comunale, tramite il liquidatore, ha avviato il procedimento per mezzo del quale ci sono più speranze di arrivare al ripristino dell’area ed alle esecuzioni della bonifica necessaria. Smontaggio e smaltimento quindi. Se questi interventi non saranno possibili e sostenibili dalla proprietà, l’amministrazione comunale le si sostituirà con una ordinanza procedendo nell’effettiva esecuzione dei lavori. Per questo sono stati già stanziati in bilancio 200 mila euro che verranno qui investiti”.

 

E, coraggiosamente, comunica alla rumorosa platea la data entro cui dovrebbero avviarsi i lavori: “Il tempo previsto per l’avvio sarà luglio 2016”. Ovvero fra pochi mesi.

 

I toni duri e accesi del pubblico incalzano, chiedendo risposte di natura anche tecnica sul costo di queste operazioni, ribadendo l’effettiva necessità per la cittadinanza di smaltire l’amianto in questione prima possibil. Evitando  che eventi discussi e incontrollati come il rave party del novembre 2014 si possano ripetere, andando ad alterarne la precaria sicurezza della struttura.

 

Viene fatto anche un appello al senso di responsabilità verso una situazione di abbandono e degrado creatasi nei tanti anni trascorsi da quando è stata chiusa, tanto che solo pochi dei presenti ricordano quando ancora era funzionante.

 

A tal proposito l’assessore Paolo Frezzi comunica dei dati precisi circa il materiale interessato dall’amianto, che si aggira intorno ai 7.000 metri quadri circa, "non frantumato – precisa Frezzi – e da cui non emergono problemi di contaminazione".

 

“Non creiamo allarmismi – predica il sindaco Casini – dalle relazioni fatte la tenuta dell’amianto è valutata scadente, in una scala di classificazione che va da pessimo, scadente fino a buono". 

 

“Dobbiamo intervenire certo ma ci preme precisarlo per evitare allarmismi inutili – ribadisce – Il nostro impegno va ben oltre questi importanti interventi, il secondo step vorremmo che fosse dare una riqualificazione della zona stessa”.

 

Il mormorio della sala, scettica, lascia spazio ad alcuni interventi di coloro i quali considerano importante l’impegno chiaro che l’amministrazione ha preso verso la cittadinanza.

 

Un paio di altri argomenti vengono sollevati, relativamente allo sversamento di idrocarburi nel fiume Ema verificatosi qualche mese fa, ma ormai in fase di conclusione con le ultime analisi del terreno, e la discarica di vecchia data nei pressi dell’abitato, in cui dalle relazioni tecniche si attesta che i rifiuti ormai sono cristallizzati e naturalizzati.

 

Ma indiscutibilmente è quella realtiva alla ex Fornace la preoccupazione che ha animato la serata, e per cui la maggior parte degli intervenuti si sono interessati all’incontro. Adesso un altro obiettivo è stato posto, si va avanti. Prossima scadenza, luglio 2016.

 

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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