PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Con l'estate torna caldissimo anche il tema dei prelievi di sangue. Stavolta sono i Cobas a mettere al centro dell'attenzione il punto prelievi dell'ospedale Santa Maria Annunziata.
"Il business delle associazioni di volontariato sui punti prelievi gestiti dalle associazioni sul territorio non funziona – dicono i Cobas – I cittadini continuano a privilegiare Ponte a Niccheri per l’accoglienza, la competenza e professionalità degli operatori e soprattutto per la sicurezza. Pessima l’informazione, si registrano disappunti e disagi da parte della popolazione".
"Dal 6 luglio al 31 agosto – proseguono – la Direzione Generale della USL Toscana Centro ha deciso di inasprire la riduzione degli accessi al punto prelievi dell’Osma (al 100esimo prelievo scatta la chiusura) una decisione dannosa, inutile, socialmente iniqua poiché colpisce una fetta di cittadini che nonostante l’esternalizzazione voluta da Asl e Comune di Bagno a Ripoli con le associazioni di “volontariato” la popolazione continua a preferire l’Osma".
"Negli altri anni – sottolineano – il periodo di riduzione degli accessi era limitato a due massimo tre settimane con grande disappunto dei cittadini. Questa operazione di sbarramento agli accessi, viene giustificata per la carenza di personale a causa delle ferie estive e soprattutto per il blocco delle ore di produttività aggiuntive che venivano attribuite al personale in servizio al punto prelievi".
"Lo sbarramento agli accessi – accusano – non è stato molto pubblicizzato, solo cartellini in fotocopia in A4 messi sulle porte del punto prelievi, tanti i cittadini che tenuti all’oscuro informati sul posto saranno costretti dopo un attesa a tornare indietro dopo il calvario del parcheggio".
"Ricordiamo – dicono ancora – che il punto prelievi dell’Osma effettua, nonostante le pesanti esternalizzazioni fatte con le associazioni, circa 46.000 prelievi l’anno (150 al giorno) a basso costo di spese materiali e di spesa addebitato ai pazienti. I prelievi vengono effettuati sia per i cittadini esterni, sia per le categorie protette, per i bambini, per alcuni servizi interni dell’ospedale, per i pazienti oncologici e prelievi particolari biologia molecolare, curve insulinemiche e glicemiche. Tutte le attività vengono fatte in totale sicurezza, competenza e professionalità. Inoltre al punto prelievi dell’Osma c’è un accesso diretto mentre sui punti prelievi esternalizzati vi si accede con prenotazione".
"Dunque – rimarcano dai Cobas – la scelta degli amministratori di smantellare progressivamente lo storico punto prelievi ospedaliero non sembra gradita dalla popolazione poiché i numeri continuano a parlare da soli, i cittadini continuano a riferirsi al punto prelievi ospedaliero per l’accoglienza, la competenza e professionalità degli operatori e soprattutto per la sicurezza, nonostante che ci siano punti prelievo sul territorio".
"Sarebbe interessante – concludono – avere i dati per capire se l’esternalizzazione funziona, se realmente ci sia riduzione dei costi e miglioramento dei servizi e soprattutto se la popolazione abbia ricevuto benefici in termini di prestazioni. Certo è che i percorsi assistenziali semplificati e decentrati offerti dalla Asl ai cittadini non funzionano poiché sono tantissimi coloro che continuano a venire a Ponte a Niccheri una scelta che dovrebbe far riflettere gli attori aziendali e istituzionali. L’esternalizzazione di sicuro non ha rafforzato il sistema socio sanitario pubblico e ha sicuramente indebolito la funzionalità stessa dell’ospedale di Ponte a Niccheri che da questa operazione ne riceve un danno".
di Redazione
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