Incendio nell’oliveta di Mondeggi, il Comitato: “E’ stato senza dubbio doloso”

Chi occupa i terreni è sicuro: "Il gesto di un piromane o di qualcuno che ce l'ha con noi? Non lo sapremo mai"

MONDEGGI (BAGNO A RIPOLI) – Hanno aspettato alcuni giorni dalle fiamme che il 12 luglio scorso sono divampate in una porzione di oliveta a Mondeggi. Hanno aspettato e poi hanno detto la loro.

 

Il comitato Mondeggi Bene Comune, che da oltre tre anni si è insediato nei terreni e nei fabbricati di proprietà della Città Metropolitana, una convinzione ce l'ha: non si è trattato di qualcosa di accidentale.

 

"L'intervento di vigili del fuoco e VAB – dicono dal Comitato – che hanno domato le fiamme: non hanno però evitato che molte decine di olivi soffrissero pesanti danni. Le indagini sono ancora in corso e difficilmente arriveranno a un qualche esito. Da quanto già emerso, e da quanto confermato informalmente da chi ha spento l'incendio, però si possono trarre alcune conclusioni".

 

Ed eccole le conclusioni: "E' da escludersi categoricamente ogni forma di incendio accidentale sia dovuto a imperizia che a casualità; orario, modalità e localizzazione di uno o più inneschi vanno tutti in direzione di un'origine dolosa. Da dove è partito il fuoco non c'era bisogno di incendiare alcunché visto che gli olivi da mesi erano stati ripuliti e la legna accatastata ordinatamente. Che poi si tratti del gesto di un piromane o invece di qualcuno che intende attaccare l'esperienza del comitato Mondeggi Bene Comune questo non lo sappiamo e non lo sapremo mai".

 

Dicono che "l'oliveta colpita fa parte di quella più vasta custodita e curata dagli appartenenti al cosiddetto Progetto Mo.T.A (Mondeggi Terreni Autogestiti), nato nell'ambito di Mondeggi Bene Comune, che da due anni sta presidiando il territorio per opporsi alla vendita del bene e per rivitalizzarlo grazie a tecniche di agroecologia. Grazie a questo progetto molti cittadini di Bagno a Ripoli e di Firenze si sono avvicinati a Mondeggi Bene Comune, ne hanno condiviso i principi e gli intenti e contribuiscono volontariamente alla custodia e alla cura di Mondeggi".

 

Elencano quello che è stato fatto: "E' stata ripulita una vasta porzione dell'oliveta; sono stati potati gli olivi e rimessi in produzione; sono stati impiantati orti familiari attorno al casale di Rusciano; è stato riattivato l'approvvigionamento idrico dalle cisterne esistenti e dalle gronde degli edifici".

 

"Tutto ciò – ribadiscono – solo grazie al lavoro manuale e all'entusiasmo di persone convinte che Mondeggi non debba essere venduta e privatizzata, ma curata e difesa per poter rimanere a disposizione della collettività. Persone che, con l'incendio occorso, hanno visto letteralmente andare in fumo una buona parte del loro lavoro svolto volontariamente e con passione".

 

"L'incendio del 12 luglio – dicono inoltre – ha messo in luce due aspetti molto importanti: la nostra custodia popolare degli olivi ha senz'altro evitato che l'incendio acquistasse proporzioni più allarmanti. Infatti, cosa sarebbe successo se tale incendio fosse accaduto prima dell'inizio della custodia, quando gli olivi erano pieni di ramaglie secche ed erano immersi in un mare di erbacce e rovi altissimi? Gli olivi a Mondeggi sono moltissimi ed il numero di persone che ha aderito al progetto (nonostante sia raddoppiato in un solo anno) è ancora troppo modesto per poter garantire una cura ed una sorveglianza adeguata di tutto il territorio in custodia".

 

"Per questo – concludono – chiediamo a tutti i cittadini e alle cittadine che hanno a cuore Mondeggi e che lo ritengono un bene inalienabile che debba restare a disposizione della collettività, di aiutarci a custodirlo e a curarlo, in modo da evitare che in futuro si possano verificare incidenti come quello dello scorso 12 luglio. Chiediamo a tutti e a tutte di venire a Mondeggi, di vedere e capire cosa stiamo facendo per il territorio, di partecipare alla difesa di un bene che è e deve restare di tutti".

di Redazione

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