PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – "Il Movimento 5 Stelle non è, per fortuna, un partito. Non si capisce perché un attivista non dovrebbe essere in accordo con lo statuto Arci". La replica arriva da Paolo Sartoni, portavoce del M5S a Bagno a Ripoli e da Andrea Quartini portavoce regionale replicano al presidente provinciale Arci Forconi e il dibattito sull'episodio della "cacciata" degli attivisti M5S dal circolo di Ponte a Niccheri continua.
Jacopo Forconi aveva rivendicato le basi culturali e sociali dei circoli Arci e aveva fatto un'analisi della vicenda spiegando che: "Per fare attività all'interno di un circolo Arci bisogna condividerne i valori statutari (qui lo Statuto dell'Arci, n.d.r.) e avere la tessera: direi che per i Cinquestelle… siamo un po' distanti da queste condizioni. Basta pensare alle loro posizioni sull'immigrazione".
La replica di Sartoni e Quartini parte dalla considerazione che il M5S "raccoglie al suo interno personalità e posizioni a volte diverse tra loro, ma con una base di condivisione su alcuni principi fondamentali quali l’onestà, la libertà, la democrazia, la legalità e la giustizia. Non è un caso se ci riferiamo costantemente e coerentemente alla difesa della Carta Costituzionale. Principi fondamentali che cerchiamo di applicare con buon senso in un modo nuovo di fare politica, trasparente e più vicino ai cittadini".
"L’iscrizione all’Arci – continuano i portavoce pentastellati – seppur valutata dai consigli di circolo, riguarda l’individuo richiedente in quanto tale e non ci pare che ci sia scritto da nessuna parte che è requisito di accoglimento della domanda essere o non iscritti a partiti, altri comitati o movimenti. Ci pare che sia sufficiente condividere i valori statutari dell’associazione".
E si arriva allo scottante tema dell'immigrazione: "Ci potranno essere sicuramente visioni diverse sulle soluzioni da applicare ma nessuno può negare l’impegno del movimento per estirpare il fenomeno alla radice combattendo la vendita e la produzione di armi e l’appoggio a quei paesi che sostengono il fanatismo religioso. Non abbiamo mai prodotto atti di contrasto al modello di accoglienza diffusa in regione Toscana. Siamo stati i primi a chiedere la revisione degli accordi di Dublino. Siamo una forza politica che sostiene l’applicazione unilaterale dell’art. 11 della costituzione. Addirittura, siamo per rivedere la nostra presenza nella NATO. Vero che chiediamo maggiore attività di intelligence sul territorio e una rapida identificazione del fenomeno della clandestinità per garantire più sicurezza sul territorio, ma è anche vero che abbiamo proposto, votato in rete e in parlamento misure per limitare il reato di clandestinità".
Lanciano l'idea di un dibattito pubblico, "per capire chi è più vicino ai valori di fratellanza fra i popoli", gli attivisti M5S e propongono come sede un circolo Arci: "Crediamo che obiettivo imprescindibile dovrebbe essere quello di superare i contrasti e la logica dei partiti presi per andare verso una società in cui il dialogo ed il confronto è la premessa fondamentale".
Lo stesso principio vale per il referendum costituzionale: "Non ci preme tanto o solo sapere che i nostri concittadini parteggino per il No o per il Si ma piuttosto che siano informati sulle modifiche che questa riforma porterà; questo è il minimo che possiamo fare per rendere onore a chi con il proprio sacrificio ha permesso che fosse scritta ed attuata".
Concludono i due portavoce tornando all'episodio della "cacciata": "Con questo spirito e senza appendere nessuna bandiera è stato organizzato il dibattito oggetto dello scandaloso comportamento del circolo Arci che ha deciso di negare l’ingresso agli attivisti del meetup di Bagno a Ripoli. Massimo rispetto per Arci, per i suoi circoli e per i suoi soci (che siano del Movimento 5 Stelle oppure no); da parte nostra massima apertura al dialogo, anzi ne approfittiamo per ricordare che, le nostre riunioni sono aperte a tutti".
di Redazione
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