BAGNO A RIPOLI – Alla Redi i lavori antisismici e "la deportazione" degli studenti, alla Granacci una nuova palazzina "inutile" (nella foto). Il preside Marco Panti ne ha ancora molte da dire al Comune dopo l'anticipazione fatta dal sindaco Casini, "esattamente nei giorni di iscrizione alle scuole, in cui i genitori sono sensibilissimi alla tutela del benessere scolastico dei propri figli". E a scatenare ancora l'indignazione del dirigente scolastico è il confronto tra "il diverso trattamento" riservato alle due scuole medie del Comune.
# ARTICOLO / Un preside contro un sindaco. Panti: "I lavori antisismici? Una storiella di Casini"
Il futuro cantiere per l'adeguamento antisismico della scuola Redi prevederebbe il trasferimento di 500 alunni in altri spazi del territorio, il preside parla di "deportazione" perché spiega, la Redi "non ha un metro quadro libero per nessun altro uso ulteriore, e anzi da calcoli catastali essa risulta avere al momento addirittura la metà dello spazio a metro quadro per alunno rispetto all’altra scuola secondaria di primo grado del Comune di Bagno a Ripoli, la scuola Granacci".
Da tempo ormai Panti porta avanti la battaglia per la costruzione di un auditorium per la scuola media di Ponte a Niccheri, un progetto che l'amministrazione non ritiene realizzabile. Il preside torna all'attacco ora perché nei giorni dell'annuncio dei lavori antisismici alla Redi davanti all'altra scuola media di Bagno a Ripoli, la Granacci, è stata completata "una bellissima e capiente palazzina, che tutti sappiamo essere perfettamente vuota e inutile come uso scolastico (i comunicati parlano adesso infatti di messa a bando per concessione ad associazioni di volontariato, il che significa non utilità scolastica)".
Chiede allora il dirigente stigmatizzando il diverso trattamento riservato alle due scuole: "Perchè alla scuola secondaria di primo grado Granacci il Comune di Bagno a Ripoli costruisce (i lavori sono appena terminati) una intera bella palazzina destinata a rimanere vuota (ripeto: vuota per gli usi della scuola, come una paradossale “Palazzina Foster”), mentre la Scuola Redi deve subire, ammesso che ve ne sia le vera necessità, un blocco didattico e un trasferimento in altre sedi (nelle case del popolo, in tendoni?) per adeguamenti anti-sismici senza avere prima la realizzazione di aule e spazi in cui collocare a turno gli alunni durante i lavori? Per quale motivo quegli spazi non possono essere i tanto richiesti e agognati auditorium e aule speciali, che poi, dopo l’uso provvisorio come “volano” durante i lavori antisismici, resterebbero come dotazione stabile della Scuola Redi?"
L'ironia non manca nell'attacco del preside al sindaco: "Quale colpa atavica o biblica devono scontare gli alunni e gli insegnanti della scuola Redi per subire lo scempio della propria scuola senza disporre di aule e strutture per poter effettuare lavori di risistemazione antisismica (peraltro mai annunciati e giustificati fino a pochi giorni fa) senza uscirne distrutti e demoliti? Senza dover di nuovo sentire la storiella delle possibili esondazioni del torrente Isone o altre che non so (magari anche di impedimenti per le implicazioni di un eventuale rischio…..anti-slavine dalla collina di Belmonte)?"
di Redazione
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