BAGNO A RIPOLI – Dopo l'annuncio dei lavori per rendere antisismica la scuola media Redi, il sindaco Casini ha parlato anche del rischio esondazioni dell'Isone, che si trova alle spalle della scuola e che costituisce uno dei motivi per il quale la costruzione dell'auditorium come chiede a gran voce la scuola non è possibile. La risposta del preside Marco Panti non si fa attendere: il dirigente accusa l'amministrazione di volere "ridurre il numero di iscrizioni" e "allontanare dalla scuola gli alunni non residenti nel Comune".
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"Il torrente Isone – precisa il preside – di rilevata pericolosità dal lontano 1936, non ha avuto mai da tale data interventi per la reale messa in sicurezza ma ciò nonostante sono stati costruiti successivamente sulle sue sponde l’ospedale, i carabinieri, la biblioteca, la protezione civile, i vigili urbani, la Scuola Redi, e tante abitazioni. Dal lontano 1936 sono passati inoperosamente ben 81 anni".
Continua Panti con fare provocatorio: "Visto il proclamato e confermato “rischio idraulico”, se il torrente Isone davvero di nuovo esondasse, oltre che a mettere in pericolo la scuola Redi e la biblioteca, nonchè la Protezione Civile e la polizia municipale, allagherebbe ovviamente Via dell’Antella, che è allo stesso livello, impedendo con ciò il transito di auto, e quindi dei mezzi di soccorso, di ambulanza, di rifornimento ecc verso e da l’Ospedale di S.M. Annunziata, uno dei più importanti della provincia e l’unico dotato di elisoccorso. Ci rendiamo conto di questo? ".
Niente auditorium ma allora servono lavori per mettere in sicurezza l'Isone: "Ci vogliono le tragedie come all’Albergo di Rigopiano per fare qualcosa che metta in sicurezza la situazione, almeno dell’ospedale, facendo finalmente i necessari lavori di approfondimento e ampliamento del torrente, come auspicava il Prefetto di Firenze nel lontano 1936? Si deve attende la tragedia come sempre in Italia, o si agisce prima? Cosa ha fatto e fa il Comune di Bagno a Ripoli e l’Autorità di Bacino riguardo a questo problema?"
"Chi di competenza è invitato a rispondere con documenti e progetti e non con parole generiche – conclude il preside Panti – rinnovate citazioni del “rischio idrico”, o rinvii di responsabilità. Dopo 81 anni dall’esondazione del 1936 agire mi sembra ineludibile e improcastinabile. Per rispetto quanto meno dell’intelligenza dei cittadini".
di Redazione
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