GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – La Città Metropolitana di Firenze spiega modalità e motivazioni di esecuzione della potatura dei tigli a Grassina, effettuata, si legge in una nota, "per salvaguardare le piante e al tempo la sicurezza dei cittadini e degli automobilisti".
Potatura che ha suscitato numerose proteste a Grassina: sia per le modalità di esecuzione, sia per la loro durata.
"L'intervento di potatura piante eseguito a Grassina – spiegano dalla Città Metropolitana di Firenze – è frutto di un esame preventivo e di un confronto approfondito con il Comune di Bagno a Ripoli. Si trattava di un intervento di grande responsabilità, in cui bisognava coniugare la salute e la conservazione delle piante con l'esecuzione di un lavoro che deve comunque essere di miglioramento della sicurezza stradale".
"I tigli – è stato specificato negli incontri fatti prima dell'intervento – sono fortemente interferenti fra di loro. Nel corso degli anni sono state oggetto di decisi interventi di potatura sopratutto dei rami sul lato strada".
"Ad un esame visivo – si legge ancora nella nota – la maggior parte delle piante presentava lesioni della corteccia del tronco, cavità legate a precedenti tagli e cadute di rami, gibbosità sul tronco e sui rami. Due piante presentavano lesioni ancora più accentuate alla base del tronco, forse frutto di impatti dovuti a incidenti stradali tanto da imporre anche alcune valutazioni sull'eventuale abbattimento, che per ora è stato escluso".
"Se i tigli fossero stati localizzati in un parco pubblico – si precisa – o lungo una viabilità secondaria, le opzioni di intervento sarebbero state sicuramente diverse. Le piante su cui si è intervenuti sono collocati in un'area con alta intensità di traffico, in cui è innervata una viabilità strategica per il raggiungimento dell'ospedale di Ponte a Niccheri con tutte le ripercussioni e rischi indotti che ne possono conseguire in caso di interruzione della viabilità stessa".
Un'ulteriore considerazione da fare è che il vento è stato il fenomeno naturale che nell'ultimo decennio ha provocato più danni nel territorio della Città Metropolitana e anche in Toscana e le esperienze delle tempeste di vento (downburst) del 19 settembre 2014 (Cerreto Guidi, Empolese Valdelsa e Firenze), 1 agosto 2015 (Firenze Anconella, Albereta, Bellariva, Bagno a Ripoli, Impruneta) e la forte tramontana del 5 marzo 2015 (in tutto il territorio) "hanno evidenziato la vulnerabilità del nostro patrimonio arboreo nei confronti di raffiche di velocità maggiore di 130 – 160 km /h) oltre alla oggettiva migliore stabilità degli esemplari che erano stati oggetto di potature di alleggerimento delle chiome".
"Si può convenire che si tratta di fenomeni eccezionali – si sottolinea – peraltro tutti da comprendere in senso meteorologico perché sul nostro territorio i downburst non si erano mai registrati; pertanto non possono rappresentare il target degli interventi sulle alberature. In ipotesi, andrebbero ad esempio abbattuti tutti i pini e non è ovviamente un'opzione sostenibile.
Devono tuttavia essere tenuti ben presenti e di sfondo al lavoro di tecnici ed amministratori sopratutto in contesti così vulnerabili come quello della Sr 222".
"In quel tratto di strada – concludono dalla Città Metropolitana – hanno lavorato anche gli operai forestali e il personale della Protezione civile, concludendo il lavoro in modo simmetrico su entrambi i lati del viale di Grassina, come raccomandato dal Comune di Bagno a Ripoli e condiviso della Metrocittà".
di Redazione
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