BAGNO A RIPOLI – Un progetto innovativo nel suo genere, che fa pensare ad una scuola moderna e lontana dagli schemi usuali. Una scuola strutturata con tutte aule laboratorio dove saranno gli studenti a spostarsi di aula in aula in base all’orario, accolti dai relativi insegnanti.
Una scuola che metta in moto nei ragazzi la ricettività alle informazioni e alle conoscenze, dove venga migliorata la didattica, anche quella personalizzata per ragazzi “speciali”, arricchendo la strumentazione e le postazioni dedicate. Stimolando l’apprendimento aumenterà anche in loro il senso di responsabilità verso gli spazi comuni.
Semplici concetti che sanno di educazione, fondamentali in ogni tipo di scuola affinché questi luoghi siano anche scuola di vita. Alla scuola secondaria di primo grado F. Granacci, dell’istituto comprensivo Teresa Mattei di Bagno a Ripoli, hanno fortemente creduto nel progetto “Classi senza Aule” che permetterà tutto questo.
A maggioranza e con soddisfazione il collegio docenti ha approvato questo coraggioso progetto che partirà nel 2018. Pensato ormai da tempo adesso potranno vederlo concretizzarsi entro poco tempo grazie all’ampliamento di cui la scuola stessa ha beneficiato con la realizzazione di una nuova palazzina, inaugurata recentemente, che ospiterà gli uffici della segreteria dell’Istituto lasciando libere così alcune stanze che verranno adeguatamente adibite ad aule anch’esse.
Il collegio docenti della scuola Granacci fa sapere che “Osservando un qualsiasi college Usa o scuola europea, ogni docente ha un suo studio o una sua aula. E’ stata provata a studiare la situazione partendo dai numeri della nostra scuola: circa 30 insegnanti per 15 classi e 5 laboratori. Assegnare un’aula a ciascun docente sembrava un progetto irrealizzabile quindi abbiamo pensato una 'scuola senza aule'.
Ogni classe non avrà più una aula propria, sarà il docente ad avere il suo “studio attrezzato”, costruito, come l’abito di un sarto, sulle base di precise esigenze d’insegnamento. Si parla quindi di spazi dedicati ad ogni materia per stimolare lo studio, aule laboratori affidate a uno o più docenti, da personalizzare secondo le varie discipline”.
“L’obiettivo è sostituire la tradizionale aula, che costringe ad un insegnamento frontale, con nuovi metodi di apprendimento polifunzionali. Le modalità, gli strumenti e i canali di trasmissione delle conoscenze e anche i supporti fisici su cui la cultura si codifica e si conserva, stanno subendo un cambiamento molto rapido. In sostanza i supporti materiali tradizionali, come i libri sono stati affiancati e a volte sostituiti da supporti digitali che permettono di trasmettere e fruire in modo diverso il sapere”.
Ecco che l’organizzazione fisica della didattica e l’articolazione cronologica delle attività costituiscono aspetti essenziali del modo di insegnare.
“La formazione degli alunni non è più soltanto acquisizione di conoscenze e abilità, ma è intesa come crescita e maturazione della persona, in una visione di personalizzazione, in cui si aiuta l’alunno a scoprire e a valorizzare le proprie capacità, per mezzo di proposte di apprendimento aperte ed esperienze dinamiche che superino i confini e la rigidità delle discipline”.
In sostanza è necessario avere la consapevolezza che l'insegnamento sia giunto ad un punto di svolta che richiede quindi di un'azione comune per cambiare. Ciò che non deve mancare è innanzitutto la volontà di cambiare per migliorare se stessi e la società in cui viviamo e lavoriamo.
di Silvia Rabatti
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