LAPPEGGI (BAGNO A RIPOLI) – E poi un giorno all’improvviso si prova a ricominciare, tutto da capo dall’inizio per voltare pagina e scriverne molte altre.
Non è un vero inizio per Gino Vitone perché di anni ne sono passati da quando ci aveva già provato e dopo nel mezzo c’è stata la vita di tutti i giorni affrontata con coraggio, non solo per se stesso ma soprattutto per la moglie Gilda, i figli gemelli Giovanni e Maria.
A giugno Gino da Lappeggi se ne è andato fino a Parma per affrontare nuovamente il trapianto di un rene dopo diciotto anni dall’altro trapianto, quella volta a Careggi, che lo aveva fatto finire in fin di vita.
Questa volta infatti, quando la domenica precedente lo avevano chiamato telefonicamente per avvisarlo che era arrivata una possibilità, era deciso a rifiutare poi però i suoi gemelli lo hanno convinto e la mattina seguente era già sotto i ferri.
Gilda, la moglie è stata sempre con lui e dopo alcune settimane dall’intervento ci racconta: “Non posso che ringraziare i miei ragazzi che lo hanno convinto – continua – Fin dai primissimi giorni dopo l’operazione abbiamo visto che le cose parevano andare bene, la prima fase è quella più delicata per il rigetto e confrontandoci anche con la precedente volta quando invece aveva avuto complicazioni gravissime, abbiamo cominciato a sperare".
E ancora aggiunge: "I dottori sono stati fantastici, tenaci nel convincerlo in quanto c’erano i presupposti affinché tutto andasse per il meglio. Abbiamo trovato delle persone meravigliose e da subito ci hanno spiegato che il rene, che era stato donato da una ragazza molto giovane, presentava una compatibilità perfetta” .
A soli quarantatre anni già due trapianti dopo che i suoi reni si erano bloccati a diciotto anni e lo avevano costretto alla dialisi.
Passate ormai alcune settimane ed eseguiti i primi controlli adesso la degenza va bene, nella sua casa in piena campagna con Gilda e i suoi ragazzI.
“Tutto sta procedendo regolarmente e bene, i controlli stanno andando avanti e lui si sente letteralmente rinato”, ci racconta ancora Gilda. Adesso anche la sua voce appare più tranquilla, auguri anche da parte nostra.
di Silvia Rabatti
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