“Basta pasta e riso”: il pomeriggio di tensione fra i migranti agli Scopeti

Sedie scaraventate in strada. Uno ha deciso di tornare in patria, cinque spostati. L'amarezza del direttore Caritas

SCOPETI (IMPRUNETA) – È stato un pomeriggio di tensione quello di oggi, giovedì 31 agosto, nei locali dell'ex Locanda degli Scopeti, a poca distanza da Tavarnuzze, uno dei centri di accoglienza distribuiti sul territorio provinciale per i migranti richiedenti asilo.

 

La protesta è partita all'ora di pranzo proprio da sei dei trentotto migranti ospiti nella struttura, i quali, “stanchi di mangiare sempre pasta e riso” e richiedenti mezzi per cucinarsi per conto proprio si sono accaniti contro i volontari del servizio Caritas, urlando e scaraventando sul pavimento i piatti nel locale della mensa. Secondo quanto emerso la protesta per il cibo di scarsa qualità potrebbe essere stata un pretesto per esprimere il disagio dovuto all'allontanamento, per motivi disciplinari, di un amico e connazionale dal centro.

 

C'è stato chi è corso ai piani superiori e ha scaraventato dalla finestra una sedia, rischiando di ferire un ciclista di passaggio; chi in segno di ribellione si è spogliato dei propri vestiti sul ciglio della strada e si è disteso nel mezzo, bloccando il traffico.

 

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Nemmeno l'arrivo dei carabinieri di Scandicci e del loro capitano, insieme al battaglione dei carabinieri di Firenze ha placato i "rivoltosi".

 

Ci sono volute ore prima di abbassare i toni dei migranti, che urlavano frasi come: “Non mangio da un mese… non ho più un futuro e il mio futuro non è qui in Italia!” oppure “moriremo agli Scopeti”.

 

Oltre all'intervento delle forze dei carabinieri è stato necessario anche quello del Prefetto vicario di Firenze, la dottoressa Tiziana Tombesi, la quale, accompagnata da un interprete per comunicare con i migranti (nigeriani e camerunensi), ha svolto il ruolo di mediatrice per cercare di calmare i sei giovani africani che protestavano.

 

“Ad eccezione di uno di loro, che farà ricorso al rimpatrio volontario per tornare nel suo Paese, gli altri cinque saranno spostati in altri centri di accoglienza della Caritas”, dice Tombesi.

 

E continua: “In ogni caso per questi ultimi, poiché hanno ampiamente infranto le regole dell'accoglienza, saranno previste delle sanzioni, in particolare discuteremo a breve se revocare loro il diritto di accoglienza”.

 

 

Alessandro Martini, direttore della Caritas diocesana di Firenze, arrivato anche lui sul posto, si dice “addolorato e deluso da quanto è accaduto” e scambia qualche parola con noi.

 

“Una reazione di questo tipo è fuori da ogni razionalità – racconta – Li accogliamo e li trattiamo come ospiti nelle nostre sedi, assicurandogli un pasto ogni giorno ed è questo il modo in cui ci ringraziano".

 

"Non è vero che gli diamo sempre da mangiare pasta e riso – rimarca – hanno un'ampia scelta: tre tipi di primi, tre di secondi e il resto. Alcuni di loro non conoscono proprio il significato di riconoscenza verso una società che fa di tutto per ospitarli e integrarli”.

 

Alla fine, soltanto verso le 18 la Locanda degli Scopeti e i suoi ospiti, i trentadue migranti che hanno assistito per tutto il tempo alla scena dalle finestre delle loro stanze, hanno ritrovato la tranquillità.

 

Con sguardi carichi di delusione e di rimprovero hanno osservato i loro compagni preparare i bagagli e abbandonare il centro di accoglienza sulle auto della Caritas, scortati dai carabinieri.

 

 

di Cosimo Ballini

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