IMPRUNETA – La notizia della protesta dei migranti scoppiata govedì al centro d'accoglienza ospitata nell'ex Locanda degli Scopeti di Impruneta ha scatenato centinaia di commenti sui social. Il sindaco (né lui né nessuno degli assessori era presente all'ex Locanda nelle ore della "crisi") si prende una giornata di tempo per scrivere la sua risposta e la posta il giorno dopo su Facebook. Un lungo intervento dal titolo "Libertà di pensiero, magari essendo informati. Sui fatti di ieri alla Locanda degli Scopeti e non solo".
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"Sicuramente il disagio viene da lontano, hanno sicuramente troppo tempo libero e troppe insicurezze sul futuro – scrive Alessio Calamandrei – Dopo quanto hanno passato la pazienza non è dote facile da esprimere. Comunque l'episodio passato, la rissa di alcuni mesi fa, è stato decisamente sopravvalutato: 38 ragazzi, diversi tra loro costretti a convivere, dopo due anni e mezzo è prevedibile che possano sorgere alcuni problemi. È chiaro che, in quella situazione particolare, in cui sono sempre sotto i riflettori, esce la notizia".

All'ex locanda degli Scopeti
Poi il riepilogo dei fatti di giovedì: "Cosa diversa è quanto avvenuto ieri (giovedì 31 agosto, ndr). Il giorno prima erano state consegnate alcune notifiche a chi si era reso colpevole di atteggiamenti e comportamenti diciamo “non idonei” (sono in corso gli accertamenti), con la comunicazione di dover abbandonare la struttura. A quel punto hanno provato a fare “massa critica” arrivando a manifestare in maniera forte e sicuramente con diversi eccessi".
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La politica di accoglienza e integrazione va avanti, ma sottolinea il sindaco servono strumenti normativi diversi: "L'amministrazione continuerà nel suo lavoro di coordinamento e supporto ai progetti che le associazioni di volontariato portano avanti quali i corsi di lingua o anche corsi formativi a supporto delle attività delle associazioni stesse. Interverremo anche per spingere verso un cambiamento normativo che renda più trasparente e veloce il percorso occupazionale e formativo eliminando ogni possibile strumentalizzazione. Personalmente scriverò quanto prima al Prefetto. È inaccettabile, dopo oltre due anni, vedere molti di questi ragazzi che ancora non fanno niente".
"Chi si applica con i corsi di italiano, nelle associazioni del territorio e cercano di dare un contributo (che sono comunque la maggioranza), hanno lo spirito giusto per essere parte integrante di questo territorio. Chi si disinteressa completamente di tutto ciò, non stando alle regole, “prego, quella è la porta”.
Il sindaco denuncia le difficoltà nel coinvolgere nella vita della comunità i ragazzi dei centri d'accoglienza: "Non poterli coinvolgere come amministrazione nemmeno per ripulire o presidiare un giardino lo trovo assurdo. Bisogna che chi di competenza acceleri le pratiche necessarie, ed i ricorsi che vengono fatti. Chi può restare e può avere tutti documenti del caso, ben venga, per chi non può restare la Prefettura provveda all’allontanamento, anche coatto. Impruneta è uno dei comuni che ha accolto forse il numero più consistente di migranti, in relazione ai residenti, ben 127. Noi abbiamo fatto la nostra parte, riconoscendo da sempre nell’accoglienza e nell’integrazione uno dei valori fondanti della Sinistra".
Il coinvolgimento dei migranti per il momento passa solo dai protocolli con le associazioni del territorio (alcuni ragazzi lavorano in questi giorni per la manifestazione Impruneta Go!), ma dice Calamandrei "servono strumenti diversi": "Che integrazione ci può essere per chi non si applica nemmeno a frequentare i corsi ed i progetti messi in piedi? Che integrazione ci può essere a non far niente a volte per mancanza completa di documenti?"
Poi la nota dolente dei commenti dei tanti che si sono espressi, anche con linguaggi violenti, sui social: "Vorrei capire cosa intende chi dice “mandiamoli via tutti per questioni di sicurezza degli imprunetini”. Fino ad oggi non è mai successo niente nei confronti di nessun residente. E non vedo perché debba succedere ora. L’esasperazione è piuttosto dovuta ad un immobilismo della situazione, dovuta in particola modo ai ricorsi, che ormai si sta incancrenendo. Abbiamo migranti a Villa I Cipressi nei pressi dell’Ugolino, nella struttura della parrocchia di Tavarnuzze, a Villa Monticini a Tavarnuzze, e agli Scopeti".

La foto del post del sindaco Calamandrei
Conclude Calamandrei: "Noi dobbiamo far conoscere i migranti non più come numeri, ma come persone con le loro storie, dobbiamo far capire che dietro al loro “vagabondare” ci sono sogni, aspettative, il voler riportare la loro vita a una dignità che in questa situazione è spesso persa. Persone non numeri. I numeri vanno bene nell’emergenza di prima accoglienza: dopo oltre due anni se continuiamo a considerarli numeri abbiamo perso tutti. Dobbiamo tutti tirare la corda nella stessa direzione".
di Redazione
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