Francesco Bianchi (M5S): “Al fianco dei cittadini contro la lottizzazione delle Fornaci”

Il consigliere comunale: "Un progetto con evidenti contraddizioni anche nella relazione e certificazione"

IMPRUNETA – "Si condividono le critiche rivolte da numerosi cittadini e associazioni all’eccessivo impatto ambientale che il Piano attuativo “Le Fornaci’ avrà sulla fascia collinare, compresa tra via delle Fornaci e via di Cappello a Impruneta, a causa dell’elevata volumetria del progetto, della disposizione dei fabbricati sul terreno e della fragilità geologica del versante".

 

A parlare è Francesco Bianchi, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, che si esprime in merito al piano di recupero della vecchia area artigianale lungo via di Capello: che ha raccolto decine di osservazioni contrarie.

 

"Siamo a fianco dei residenti dell’area che – prosegue Bianchi – preoccupati per la stabilità degli edifici esistenti, hanno inviato una diffida a tutti gli amministratori e consiglieri comunali di Impruneta a non approvare definitivamente la delibera 51/2017".

 

"Ma la contrarietà al progetto – rilancia – dovrebbe derivare, a nostro avviso, anche dalle evidenti contraddizioni presenti nella relazione e certificazione del responsabile unico del procedimento (RUP), allegata alla delibera 51/2017. Con questo atto, il RUP relaziona in merito alla procedura seguita per l’approvazione del Piano Attuativo della scheda TRm8 ed assevera la coerenza dello stesso con il Piano Strutturale e la conformità al Regolamento Urbanistico Comunale (RUC)".

 

"Nella relazione – sottolinea Bianchi – il RUP sottolinea che il Piano Strutturale prevede tra gli indirizzi per il RUC, nell’UTOE 5 – Impruneta, “il trasferimento delle esistenti attività produttive e commerciali incompatibili, che potrà essere incentivato e favorito qualora venga data adeguata garanzia al mantenimento e/o potenziamento nel territorio comunale delle attività produttive e manifatturiere (legate nella fattispecie al cotto)"”.

 

"La relazione – continua Bianchi – prosegue ricordando che, in data 19/6/2008, fu firmato un accordo fra Comune, Fornace Pesci e Cotto REF che impegna gli operatori economici a delocalizzare l’attività, trasferendo gli stabilimenti in via Chiantigiana per il Ferrone (Cava Pesci), ed il Comune ad incentivare tale trasferimento. L’accordo fu recepito integralmente nello strumento urbanistico, mediante la scheda norma TRm8, che ha previsto un’area a destinazione produttiva nella Cava Pesci e di potere riutilizzare, anche a fini diversi da quelli produttivi, l’attuale e legittima volumetria industriale delle due aziende".

 

"Il responsabile del procedimento – incalza – è sicuramente a conoscenza, per il ruolo che ricopre, che nessuno dei due stabilimenti è in fase si costruzione, addirittura che nessuna azienda ha mai presentato in questi anni un progetto per la loro edificazione e, dunque, come può affermare che il Piano Attuativo è conforme alla scheda TRm8 del RUC quando la stessa scheda prescrive che “nessun intervento di recupero volto al riutilizzo dell’attuale esistente e legittima volumetria, sarà autorizzato ove non siano stati realizzati gli stabilimenti produttivi previsti nell’area posta in via Chiantigiana per il Ferrone destinati ad accogliere le esistenti attività produttive”".

 

"Non viene spiegato dal RUP – sottolinea –  dov’è e come sia stata verificata la “adeguata garanzia al mantenimento e/o potenziamento nel territorio comunale delle attività produttive e manifatturiere legate al cotto” data dalle due aziende, visto che la Cotto REF ha dismesso definitivamente l’attività nel 2011 e, nel settembre 2012, ha messo in mobilità gli 8 dipendenti rimasti. Nella nostra osservazione si  chiede che il responsabile del procedimento chiarisca le affermazioni riguardanti la coerenza del Piano Attuativo, presentato dal consorzio Le Fornaci, con il Piano Strutturale; e la conformità dello stesso Piano Attuativo con il RUC e, in primis, con la scheda norma TRm8".

 

"Si sottolinea infine – dice ancora – che fra tutti gli interventi edificatori proposti dalla Giunta e votati dal C.c. non c'è traccia di un investimento e/o intervento riguardante lo sviluppo dell'Impruneta e la crescita dell'occupazione (nessuna nuova attività produttiva, artigianale, commerciale o turistica), nonostante gli strumenti urbanistici vigenti abbiano previsto aree destinate a questo scopo ed incentivi per la loro realizzazione".

 

"Alla luce di quanto sopra – conclude Bianchi – riteniamo che il Piano Attuativo, presentato dal consorzio Le Fornaci, debba essere rivisto e che il Comune avvii processi di sviluppo non legati alla costruzioni di lotti abitativi così ampi ma a settori strategici sopra riportati".

di Redazione

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