TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – "Aiutiamoli a casa nostra – Diritti e cittadinanza": questo il tema dell'incontro organizzato per questa sera, giovedì 26 ottobre, alla casa del popolo di Tavarnuzze da Articolo Uno-Mdp Chianti e Sinistra Italiana.
Introduce la serata Stefano Fusi (coordinatore Articolo Uno Chianti). Saranno presenti Filippo Fossati (deputato di Articolo Uno); Consuelo Cavallini (assessore del Comune di San Casciano); Alessandra Rapezzi (Cgil Firenze); Andrea Mayer (operatore Oxfam); Francesca Giovannini (operatrice accoglienza); Sergio Bontempelli (Adif). Coordina il direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci.
"Una iniziativa – dice Fusi presentandola – che va nel solco dell'attività politica che Articolo Uno sta promuovendo (e promuoverà) sul territorio chiantigiano. Stavolta parliamo di migranti, nelle prossime occasioni ci focalizzeremo su tanti altri temi, come sanità, lavoro…".
"In questo caso – sottolinea Fusi – parliamo di un tema sul quale a livello di area Chianti c'è un impegno tangibile delle amministrazioni comunali e del mondo dell'associazionismo; magari si potrebbe rafforzarlo integrando fra loro le varie attività delle singole amministrazioni comunali. Del resto non c'è una Unione comunale?".
"L’incontro con realtà diverse dalla nostra – dice Lara Fabbrizzi, Articolo Uno Impruneta – dovrebbe sempre essere lo spunto per riflessioni che aiutino a crescere. Nel caso specifico dei migranti, limitarsi a dire “aiutiamoli a casa loro” o facciamoli arrivare e poi si vedrà, appaiono ormai come soluzioni assurde e che non servono a comprendere la questione".
"Il primo approccio – rimarca – deve essere evidentemente quello dell’accoglienza intesa come incontro di volti che provano a riconoscersi. Se continuiamo a vedere nell’altro, nello straniero, un nemico da combattere e non una risorsa per crescere ne usciremo tutti sconfitti".
"Lo scopo di queste iniziative – precisa Fabbrizzi – deve essere quello di contaminare realtà diverse tra loro e trovare i punti in comune, che ci sono sempre, per poter sviluppare relazioni che si alimentano vicendevolmente. Le istituzioni hanno il dovere di individuare strade percorribili che possano permettere l’integrazione vera e propria".
"E’ necessario – conclude – un ribaltamento del punto di vista con il quale guardiamo a questa realtà. Se riuscissimo a intravedere una ricchezza nel confronto anziché una limitazione sarebbe tutto diverso".
di Redazione
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