IMPRUNETA – "Da gennaio scorso mi sono interessato alla chiusura delle due scuole, la materna Luca della Robbia di via Roma e media Accursio da Bagnolo. A Impruneta questo tema è sempre caldo perché, complici le scelte dell'attuale amministrazione, negli ultimi anni l'emergenza è diventata una condizione permanente".
A parlare è Lorenzo Somigli, coordinatore chiantigiano della Lega Nord. Che ricostruisce la sua attività per avere informazioni e dettagli su una questione che per mesi e mesi ha infiammato l'opinione pubblica imprunetina.
"Nel sito del Comune – inizia il suo racconto – si trovano pochi atti relativi alla chiusura. Inoltre, le ragioni che hanno portato a queste decisioni non sono mai state chiarite fino in fondo sebbene abbiano avuto un impatto non indifferente sulla collettività. Ho pensato che per avere più informazioni a riguardo, una pretesa più che legittima, si dovesse rinvenire un atto una delibera per esempio, con allegato un parere tecnico, presupposto fondativo di quella decisione; l'atto in questione si dovrebbe poter visionare presentando in Comune una precisa richiesta di accesso come prescrive la normativa".
"Il 31 gennaio 2017 – prosegue – ho depositato in Comune un accesso agli atti. Un mese dopo (1 marzo) mi è pervenuta la risposta: il Comune negava l'accesso. Pensando si trattasse di una delibera, chiesi di visionare una delibera ma la mia richiesta fu respinta con la motivazione, perché la legge prevede che il diniego sia motivato, dell'assenza di “deliberazioni” a riguardo. Già da questa risposta ho iniziato a percepire una fitta ed intricata ragnatela di silenzi. Nel frattempo scrivo anche al difensore civico della Regione il quale indirizza una lettera al Comune dove chiede di adempiere alla mia richiesta".
"Non contento della risposta – spiega Somigli – il 15 maggio ho depositato un nuovo accesso agli atti: ancora sto aspettando una risposta mentre i tempi per la risposta prescritti per legge, 30 giorni, sono già stati ampiamente superati".
"Ex media Accursio da Bagnolo – dice a proposito della chiusura delle medie – Mi rendo conto che l'ente ha violato il diritto alla conoscibilità degli atti della pubblica amministrazione e perciò mi rivolgo ad un legale che porta la mia istanza presso il Tar, tribunale amministrativo regionale, deputato a dirimere i contenziosi tra pubblica amministrazione e cittadini".
"Passa l'estate – continua nel suo racconto il coordinatore chiantigiano del Carroccio – A inizio settembre mi presento alla sede di Tavarnuzze del Comune dove avevo preso appuntamento per visionare finalmente gli atti che chiedevo da gennaio. Ero accompagnato da due avvocatesse: visto il clima meglio essere tutelati".
"L'incontro è infruttuoso – ricorda – perché il funzionario, visibilmente imbarazzato, dopo una lunga e tortuosa ricerca negli archivi del Comune, passata dalla mano di un dirigente, andato nel frattempo in pensione, a quella di chi gli è subentrato, è stato capace di fornirmi degli atti che già sono disponibili sul sito del Comune come hanno confermato i legali".
"Un atto si riferisce ad un sopralluogo avvenuto in data 16 novembre 2012 – rimarca – l'altro invece tratta dei lavori alla scuola d'infanzia (170.000 euro) e porta la firma dell'allora sindaco Beneforti e la data del 22 maggio 2013: come ben si deduce, questi atti non hanno ad oggetto quanto richiedevo. In sostanza da gennaio non mi è stato ancora fornito l'atto di chiusura della scuola materna di via Roma ed una perizia tecnica che ne faccia da presupposto".
"Passa del tempo – viene ai giorni nostri – e arriva il Tar. Mercoledì 8 novembre si è tenuta la tanto attesa udienza per dirimere il contenzioso con l'amministrazione. Relativamente alla scuola media sono riuscito ad avere quello che chiedevo dopo il colloquio con il funzionario a Tavarnuzze; tutto ciò rende ancora più assurdo non aver fornito quanto chiedevo per la scuola materna: tali documenti per la chiusura di una scuola esistono mentre per l'altra no?".
"Durante l'udienza i difensori dell'amministrazione avanzavano vizi di forma riguardo al mio accesso agli atti – precisa – mentre il mio legale ricordava che dev'essere l'Ente, se riscontra delle irregolarità nella formulazione della domanda di accesso agli atti, a correggere e indirizzare il cittadino che in tal caso sta esercitando un diritto. L'avvocato ha dichiarato, non senza imbarazzo, che non esistono atti di chiusura della scuola. E quindi, mi domando io, con quale presupposto giuridico è stata chiusa la scuola materna se non ci sono atti? Dobbiamo pensare che la chiusura sia illegittima?".
"Adesso aspettiamo la sentenza – conclude Somigli – Certamente l'amministrazione non ha fatto una bella figura dichiarando in un'aula di tribunale che sulla chiusura della materna di via Roma non esistono atti. Amministrazione che continua a fare muro ma non intendo per questo fermarmi. Mi rendo conto di non avere ancora tutti gli elementi a disposizione per comprendere una vicenda che tanto ha inciso sulla vita della comunità e avrei molto piacere di incontrare tutti quei genitori che a suo tempo si trovarono spiazzati da quella decisione, per adesso immotivata. Fu girata una lettera: è possibile visionarla? Ci furono degli incontri? Gli invito a contattarmi".
di Redazione
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