IMPRUNETA – È calato il silenzio assoluto nella Basilica di Santa Maria all’Impruneta, gremita in ogni angolo sabato 25 novembr, quando il Maestro Lorenzo Fratini ha alzato la bacchetta in alto verso il Coro del Maggio Musicale Fiorentino.
Al pianoforte Leonardo Andreotti e Edoardo Bassotti, soprano Thalida Marina Fogarasi, contralto Filomena Pericoli, tenore Luca Tamani, basso Bernardo Martinuzzi.
Un parterre super per la stupenda esecuzione della “Messa di Requiem in re minore k 626” di Wolfgang Amadeus Mozart. Solo lo sfoglio degli spartiti, l’aria inspirata dal Maestro, sono stati percettibili per poi sfociare in un tributo di applausi.
"Prendiamo spunto da quest’ ascolto speciale, da come è stato composto il dramma di Mozart – ha detto prima del concerto il proposto don Luigi Oropallo – che seppe tirare fuori dalla sua disperazione queste note. Un grazie va al nostro vescovo Giuseppe Betori che ci ha permesso di poter ascoltare questa musica del cuore".

PROPOSTO – Don Luigi Oropallo
Anche il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei rivolto ai presenti ha detto: "Come rappresentante delle istituzioni civili del comune di Impruneta, sono grato innanzi tutto alla Basilica che ci ha dato la possibilità di ascoltare il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Quando quest’opportunità è stata proposta all’amministrazione comunale, la risposta è stata un sì secco".
"Questa è un’opportunità non solo per il nostro comune – ha sottolineato – ma per tutti i comuni della Città Metropolitana che, con questo progetto, ha portato fuori dalla sua sede il Maggio. E, permettete una nota di orgoglio: le pareti che si vedono nella costruzione della nuova sede sono opera della fornace imprunetina Sannini, che purtroppo passa un periodo non troppo bello dal punto di vista dei lavoratori. Nel ringraziare tutti, spero che ci siano altre occasioni perché i cittadini hanno risposto molto bene all’evento".

SINDACO – Alessio Calamandrei
Non poteva finire senza il bis la serata. "Il brano che ascolterete – ha detto il Maestro Lorenzo Fratini – Ave verum corpus, è l’esatto opposto di quello appena ascoltato, direi più adatto per una piccola chiesa di campagna, ma è di un’espressione veramente somma per quanto riguarda il genio di Salisburgo".
Ancora applausi e ancora tanta voglia di ascoltare la forza della musica.
di Antonio Taddei
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