Lieto fine: Mia è stata ritrovata sana e salva e riconsegnata ai proprietari

Era scappata dopo un incidente stradale in A1: nell'auto era morto l'altro cane della famiglia, in vacanza in Italia

IMPRUNETA – Emozione, commozione e lacrime. Una piccola storia a lieto fine per la quale si è messo in moto in maniera esponenziale il "mondo" dei social network che, in questa occasione, hanno dimostrato (per una volta) tutta la loro umanità (e utilità).

 

Mia, la labrador femmina color cioccolato scappata in seguito all'incidente stradale di lunedì 27 novembre in A1, all'altezza del casello di Firenze-Impruneta (nell'impatto era morto l'altro cane di famiglia mentre Mia, impaurita, era fuggita dal finestrino), dopo oltre tre giorni di ricerche si è ricongiunta alla sua famiglia.

 

 

 

I suoi proprietari, una famiglia tedesca che vive in Germania (erano in tre a bordo dell'auto, uno si è rotto quattro costole), con il cuore spezzato era rientrata a casa. Ma subito era ripartita per l'Italia per cercare Mia.

 

Nel ritrovamento c'è grande merito da parte dei volontari dell'oasi rifugio Enpa dei Falciani, aperta da pochissimo.

 

A individuarla è stata una volontaria, Chiara. E  in realtà non era vicina all'Autopalio (come detto in un primo momento) ma sulla via Imprunetana, al bivio per Le Rose, Baruffi e Quintole. Insomma, Mia ne aveva fatta di strada.

 

"Era su un balzo – racconta Chiara – da cui non riusciva a scendere perché era terrorizzata e infreddolita. L'ho riconosciuta subito, anche perché fra noi volontari la foto e l'annuncio erano circolati".

 

"Mi sono fermata – prosegue – e ho cercato di bloccarla perché non scappasse; nel momento in cui le ho messo una corda ho chiamato i due educatori del rifugio, che sono venuti ad aiutarmi insieme mio marito. Mentre aspettavo ho cercato di scaldarla per quando potevo: era impaurita, affamata e infreddolita".

 

"Le abbiamo messo una pettorina e l'abbiamo fatta scendere – conclude – nel frattempo abbiamo rintracciato i proprietari. Al rifugio l'abbiamo messa nella stanza con la lampada riscaldante e accudita, fino all'arrivo del proprietario. Che ci ha ringraziato e ha fatto anche una piccola donazione per l'oasi rifugio".

di Matteo Pucci

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