IMPRUNETA – "Si può chiudere una scuola senza un atto formale? Evidentemente si può ma non è una pratica corretta per una pubblica amministrazione. E chi è l'inventore di questa nuova pratica di pessima amministrazione? Niente meno che il sindaco Calamandrei".
Lorenzo Somigli, coordinatore fiorentino della Lega Nord, legge la sentenza del Tar della Toscana dell'1 dicembre e canta vittoria. Il merito è, soprattutto, la chiusura della materna in via Roma. Su questa e sulla media in piazza Accursio da Bagnolo Somigli ha fatto richiesta di accesso agli atti: a seguire, dopo mesi, il ricorso al Tar.
"Il 1 dicembre – spiega – il Tar ha emesso la sentenza che ci ha dato ragione. Vi cito un passo significativo: "l'effettiva inesistenza di atti formali comporta un'assunzione di responsabilità". In più il Tar ha condannato il Comune anche al pagamento delle spese (1.500 euro)".
"Con questa sentenza – annuncia – si chiude un capitolo, ma non finisce qui: mentre in Parlamento è stata depositata una nostra interrogazione al Ministro Fedeli, ci riserviamo di procedere per vie legali onde sincerarci della legittimità di questa carenza di atti".
"Visto che la scuola è un valore in sé – rimarca – trasversale alle idee politiche, visto che si tratta di un problema vistoso per la comunità, sono pronto a mettere a disposizione tutto il materiale raccolto alle altre forze di opposizione. Sarebbe bello riuscire a smuovere tutta la società civile, convogliare tutte le energie positive della comunità imprunetina".
"Non possiamo solo mettere in luce le ombre della gestione Calamandrei – annuncia – a gennaio presenteremo un programma nel quale le scuole avranno un posto di rilievo. È stata un'indagine interessante che ha messo in luce quanto ancora la pubblica amministrazione sia lontana dalla trasparenza nonostante i tanti passi in avanti".
di Redazione
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