CASTELLINA IN CHIANTI – In una realtà in cui le persone sono sempre più stressate e tutto corre alla velocità della luce, è necessario fermarsi per acquisire consapevolezza di chi siamo.
Lo Yoga è approdato da un po’ di tempo anche a Castellina in Chianti, grazie anche a Marcella Cappelletti, castellinese… da generazioni.
“Fin da quando ero piccola – inizia il suo racconto – ho studiato danza indiana, che proviene da un contesto culturale e filosofico in cui lo yoga è incluso. Più in avanti negli anni, studiando danza professionalmente, ho ritrovato nuovamente lo Yoga in una altra prospettiva".
"Pratiche, come lo Yoga e le arti marziali, sono mirate ad un tipo di ascolto che adesso troviamo alla base della danza contemporanea. Ascolto e consapevolezza del proprio corpo” ci spiega Marcella.
“Le motivazioni che spingono le persone ad avvicinarsi a questa disciplina sono molto semplici – prosegue – Possono seguire il consiglio di qualcuno o semplicemente essere curiosi, spinte dalla voglia di conoscere loro stessi”.

MARCELLA CAPPELLETTI – Con lei un interessante colloquio "attorno" allo Yoga
Perché, sottolinea, “lo Yoga è uno strumento che ti viene dato con l’obiettivo di generare uno stato di tranquillità e benessere. Serve a percepire ed osservare ciò che avviene nel proprio corpo e nella propria mente fornendo un processo di stabilizzazione progressiva del corpo, del respiro, del pensiero".
"La fonte delle problematiche delle persone – chiarisce Marcella – è causata dalla dispersione, alla confusione sia fisica che mentale. Un corpo teso che spreca le proprie energie è un corpo che non funziona al suo meglio. Lo Yoga È una disciplina che crea le condizioni per comprendere i propri automatismi e schemi mentali, lavorando attraverso il corpo allungando, distendendo, tonificando”.
“Un concetto importante dello Yoga è che il corpo, il pensiero e le proprie emozioni sono collegate fra loro saldamente” continua la nostra insegnante.
Si parte dal corpo (Asana) perché rappresenta la nostra realtà tangibile su cui possiamo agire direttamente. Si passa poi dal nostro respiro, e l’obiettivo finale è la meditazione, cioè la percezione dello stato di unione di corpo, mente e cuore.
“La progressione nella pratica è proporzionale all’attenzione che uno mette in ciò che fa. L’insegnante ti aiuta, fornendo semplici consigli – ci spiega ancora Marcella – Lo Yoga è aperto a tutti perché crea le condizioni, per porsi delle domande osservando il proprio corpo, così com’è, la propria realtà. Nel momento in cui ti trovi davanti ad una tensione, un tuo blocco, una tua difficoltà, lo Yoga ti permette di affrontarlo con un atteggiamento rilassato. Così si può vedere, quanta apprensione e stress mettiamo nelle cose anche più semplici".
"È un percorso di conoscenza – continua – L’obiettivo finale è quello di vivere bene ed insieme agli altri. Integrare il resto nel mondo nella tua vita e viceversa. L’individuo è un’unità all’interno di un organismo vivente che è semplicemente la vita”.
Un corpo sano è un corpo efficiente. Prendersi cura di se stessi, per alcuni risulta automatico mentre per altri no.
Lo Yoga, agendo sul sistema respiratorio, circolatorio e nervoso aiuta quindi sia a nutrirsi meglio che a dormire meglio.
Marcella ci illustra così una serie di posizioni semplici da eseguire in sequenza. Bisogna però sottolineare che lo Yoga non presuppone sforzo. È una condizione di equilibrio ed autoregolazione consapevole. È questione di progressione.
PRINASANA – Foglia ripiegata
E' una posizione cha apparentemente sembra facile ma non è così per tutti. L’appoggio a terra, l’abbandono del peso del bacino, il rilassamento delle spalle.
Posizione che di base porta al raccoglimento.

CHAKRAVAKASANA – Posizione del gatto
Si lavora sul senso di assialità verticale degli arti appoggiati e nella orizzontalità della colonna. Non è sempre ben riconoscibile.
Assecondare il respiro flettendo la colonna in sincronia con il ritmo del respiro. Per coloro che hanno problemi alla schiena, questa posizione rilassa.

ADHO MUKHA SVANASANA – Cane a faccia in giù
Si crea un vertice verso l’alto con il bacino. Proiezione e spinta dal palmo della mano fino al sacro.
Le gambe si distendono di conseguenza. Cercando di radicare i piedi ben a terra.

di Jessica Nardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
























