Cinque candidati alla “volata” finale: il confronto organizzato dal Gazzettino. Le risposte

Tanta gente venerdì 1 giugno al Cinema Buondelmonti per il dibattito fra chi si propone di guidare l'Impruneta

IMPRUNETA – Cinque domande molto "aperte", in modo da dare ai candidati sindaco la possibilità di affrontare le tematiche indicate basadosi sui punti forti dei loro programmi.

 

Una platea consistente, con tante persone venute ad ascoltare chi, il prossimo 10 giugno, nelle urne delle elezioni amministrative, si propone di diventare sindaco di Impruneta.

 

Al Cinema Buondelmonti, venerdì 1 giugno, è andato in scena il dibattito pubblico fra i candidati sindaco, organizzato dal Gazzettino del Chianti, coordinato dal direttore del giornale Matteo Pucci.

 

A rispondere alle domande (5 minuti di tempo ciascuna, due "jolly" da 2 minuti da giocarsi per le repliche ad altri candidati), Alessandro Giovannini (Cittadini Per), Alessio Calamandrei (Impruneta Comune Aperto), Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta), Gerardo Patruno (MoVimento 5 Stelle Impruneta), Roberto Viti (Obbiettivo Comune).

 

Qui di seguito le domande e le loro risposte. L'articolo, come vedete, è lunghissimo; ma l'obiettivo è quello di dare a chi non c'era la possibilità di sapere quello che è stato detto. E a chi c'era, magari, di farsi un "ripasso".

 

 

Infrastrutture e opere pubbliche (presenti e future): quale l’idea di sviluppo che avete in mente? Costruire? Riqualificare? Dove? Come? E quali, dal punto di vista delle opere pubbliche, sono secondo voi le priorità (realizzabili) nel capoluogo e a Tavarnuzze? Sia dal punto di vista di quel che c’è da costruire, sia da quello dell’utilizzare quello che c’è (Birillo, Loggiati del Pellegrino…).

 

Gerardo Patruno (MoVimento 5 Stelle): "Siamo per una gestione pubblica del Birillo, una ludoteca-biblioteca, con spazio pubblico per feste. E’ diventato una piccionaia, impossibile trovare un imprenditore che investe 2.500 euro al mese: è un progetto irrealizzabile. Marciapiedi e piazze: costituiremo un osservatorio permanente per controllare la manutenzione, ordinaria e straordinaria. Ampliamento dei cimiteri del Picchirillo e di Tavarnuzze: l’altro ieri una mia vicina di casa è morta, e l’unico posto disponibile era a Pozzolatico. E poi la realizzazione delle aree cani, a Tavarnuzze e a Impruneta. Sappiamo che a Tavarnuzze c’è un progetto definitivo, vogliamo dare una spinta decisiva. C'è da rivedere l’area della Barazzina, cercare di fare qualcosa di importante; ristrutturare l’Asl di Impruneta, inaccettabili le sue condizioni. Parco Pali a Tavarnuzze, con progetto fermo da oltre dieci anni. Solo tante promesse e noi vogliamo a verificare perché il progetto è fermo. Lì serve un’area pubblica".

 

Alessandro Giovannini (Cittadini Per): "Le priorità le conosciamo tutti. Sono tre: scuola materna dell’Impruneta, visto che abbiamo 92 bambini in condizioni impossibili; ampliare i cimiteri di Picchirillo e di Montebuoni; manutenzioni necessarie e urgenti per il decoro dei nostri paesi. Su questo abbiamo in lista Giancarlo Vannuccini, che seguirà attentamente questo settore. Per fare le cose bisogna volerle fare, saperle fare e farle diceva Cesare Vegni. Abbiamo due elementi decisivi: il bilancio e il tipo di giunta. Sul bilancio dobbiamo far sapere ai cittadini, entro giugno, quali sono le entrate e quali le spese. Fra i nostri sostenitori abbiamo anche un esperto di finanza pubblica e ci metteremo a caccia di finanziamenti europei,. Abbiamo bisogno come il pane di finanziamenti. In questi 5 anni gli uffici sono stati stressati perché la giunta è stata rimaneggiata, per tanti motivi. Dobbiamo essere vicini ai nostri impiegati e ai nostri operai. Servono in giunta competenze collaudate, garanzie, sicurezza, serenità. Per i lavoratori e per i cittadini".

 

Alessio Calamandrei (Impruneta Comune Aperto): "Parto dal Loggiato del Pellegrino. Il bando è fatto, in questi giorni gli uffici hanno aperto le buste, c’è da chiedere integrazioni. Appena passata la Fiera di San Luca ci saranno le impalcature e partiranno i lavori. Il Birillo a Tavarnuzze purtroppo ha funzionato un anno solo, il bando per la nuova gestione è già pronto. Ma non ho intenzione di buttare fuori un bando senza sapere chi è interessato a partecipare, rischiando di fare la fine fatta la prima volta. Verrà espletato dal momento in cui ci sarà chi chiede informazioni all’amministrazione comunale: la volta scorsa il bando fu fatto per aprire la struttura a piazza finita, ed è andata come sapete. Scuole: in questi 5 anni abbiamo ampliato di 400 metri quadri la "Ghirlandaio" a Tavarnuzze che da 38 anni era a grezzo; risistemato difficoltà importanti su "Alice Sturiale", nido di via della Cooperazione; ristrutturato completamente la "Paolieri". Cimiteri: nel 2018 e 2019 ci sono 400mila euro per Picchirillo, su cui siamo in ritardissimo. Ci sono relazioni del 2014 in proposito. Secondo lotto circonvallazione, la prossima settimana ci sarà la bonifica bellica, poi partiremo con i lavori. Il Parco Pali rientra in un protocollo di intesa del 1999! Stiamo aspettando il progetto esecutivo. Abbiamo il progetto esecutivo del parcheggio scambiatore e della pista ciclabile Bottai-Tavarnuzze, impegni presi anni e anni fa. Poi c’è il bypass del Galluzzo che, al di là di tutto, è una realtà".

 

Roberto Viti (Obbiettivo Comune): "Inizio con l'apprezzamento per l'accantonamento del progetto di piazza Buondelmonti. La scuola materna di via Roma è stata aperta nel '78-'79, in quel momento c’era una forte pressione per risolvere le problematiche dell’asilo. Prima di dire che non è più valida, considerando quello che ci è stato speso, farei delle valutazioni più accurate. Verificare se si deve realizzare una struttura nuova oppure andare a recuperarne una che c’è già".

 

Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta): "Il regolamento urbanistico adottato nel 2012 doveva già ravvisare la crisi del mercato immobiliare, adottando metodi diversi, in particolare sull'utilizzo degli oneri di urbanizzazione secondaria. Dobbiamo partire da un nuovo regolamento che studi gli sviluppi dell’area metropolitana, per rimanervi competitivi, per attrarre diversamente e in modo complementare rispetto ai paesi limitrofi. Con attenzioni alla parte artigianale, turistica, a una crescita sostenibile. Come infrastrutture importanti penso al completamento della circonvallazione e a una manutenzione ordinaria che sia effettivamente realizzata. L’allargamento dei cimiteri di Impruneta e Montebuoni, i Loggiati del Pellegrino per i quali abbiamo idee specifiche.  L’anello di via Barducci per far sì che la circolazione a Tavarnuzze sia gestibile. Due parole sul piano attuativo delle Fornaci: faremo approfondimenti, c’è un ricorso al Tar, si è espressa Italia Nostra sugli equilibri idrogeologici, c'è un'interrogazione regionale del consigliere Paolo Marcheschi. Vogliamo acquisire tutta la documentazione necessaria in auto tutela. Pensiamo a infrastrutture che devono avere impatto anche sul turismo, in ottica diversa".

 

 

Sociale e scuola, due cardini di una comunità. Analisi della situazione e proposte concrete.

 

Alessandro Giovannini (Cittadini Per): "Coesione sociale e politiche giovanili devono andare insieme: pensiamo a un programma di azioni qualificate per l’assistenza alle famiglie, alle fasce più deboli e vulnerabili. Il disagio è più presente nell’area di Tavarnuzze, e riguarda assistenza sociale, mensa a domicilio per anziani e disabili, case popolari, badanti. Sappiamo che sono a rischio chiusura servizi Asl, occorre sostenere il volontariato sociale (abbiamo 23 associazioni) e un piano specifico di politiche giovanili. Scuole: entro luglio trovare una soluzione per questa situazione insostenibile in cui si trovano i bambini della materna di Impruneta. Poi impostare in tempi brevi un nuovo progetto integrato per le scuole del nostro comune (mettendo insieme Comune, genitori e insegnanti) su edilizia scolastica, progetti educativi, educazione permanente, questione trasporti sia per scuola che per attività di progetti educativi extra curricolari e mense. Lavoriamo in squadra, e su questi aspetti abbiamo Veronica Fascione, che ha grande capacità di organizzazione; pensiamo a Ugo Virdia, che è nel nostro movimento, uno dei nostri sostenitori, preside dell’Istituto Agrario di Firenze; pensiamo anche di avere aiuto, consiglio e collaborazione da donne del nostro territorio come Ambra Roncucci".

 

Alessio Calamandrei (Impruneta Comune Aperto): "Il Comune di Impruneta ha 127 alloggi Erp, una media elevata rispetto ad aree limitrofe. Nel 2017 ha sempre investito sulle persone, sulle difficoltà. E su questo voglio essere chiaro: non solo come amministrazione Calamandrei, tutte quelle precedenti hanno avuto questa priorità. Qui l’attenzione alla persona, e ci sono i dati che parlano, c’è sempre stata. Le rette di degenza sanitaria per gli anziani è stata e dovrà essere sempre un’attenzione particolare. Un terzo della popolazione imprunetina è over 65. Per non parlare del contributo affitti, l'affidamento dei minori (200 euro al giorno per fare un esempio). Potremmo parlare del contributo bollette, che è aumentato: in totale investiamo 2 milioni di euro l’anno sul socio educativo. Scuola: il percorso partecipativo è stato fatto a tutti i livelli, parliamo 72 riunioni. Siamo in ritardo? Sì. La caratterizzazione delle terre e la valutazione dell’amianto (nuova legge 2018) ci hanno fatto ritardare. Ma non c’è volontà di mollare di un centimetro. E io non mi sento responsabile di quello che non è stato fatto in passato. Oggi abbiamo quasi tutti i soldi e il progetto esecutivo".

 

Roberto Viti (Obbiettivo Comune): "Ai Sassi Neri sono previste materna, elementare e media. Ad oggi ci sono i soldi per l’elementare. E a noi mancano materna e medie. All’Impruneta si deve fare la scuola media: di punto in bianco prendono e c'è stata portata via, a Tavarnuzze, dove non ha standard di parcheggi. Ma ci hanno messo altri 130-140 bambini. Non può essere una soluzione definitiva: lo ripeto, la scuola media deve essere anche all’Impruneta! Nella pianificazione del Progetto Scuole è prevista la scuola materna; accanto l’elementare e verso la Provinciale la scuola media. Bene, partiamo da lì, dal fare le medie sulla Provinciale. Tanto sul progetto ci si deve ritornare, perché non va bene. E’ il momento di fermarsi e riflettere, e di fare la scuola media verso la Provinciale: dove ci sono anche meno problematiche dal punto di vista delle terre. L’amministrazione vuol fare un unico bando per i due plessi scolastici, si superano i 5 milioni di euro e si deve fare un bando europeo: dobbiamo cercare di non fare entrambi i plessi insieme, è troppo complicato, già non riusciamo a farne partire uno".

 

Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta): "Il sociale è il metro di valutazione per un’amministrazione comunale. La politica deve partire da una prevenzione, da un percorso prima che esplodano i bisogni. Per esempio penso che l’amministrazione debba agevolare, attraverso la riduzione di tasse, quegli esercizi commerciali che rinuncino a utilizzare le slot machine. Donazione di alimenti invenduti a chi ne ha bisogno: è l’amministrazione che deve farsene carico, poi ben venga la collaborazione con le associazioni. Opera Pia Vanni: valorizzare cose come il day hospital ad esempio. E penso a tanti servizi a domicilio per la popolazione anziana, che grazie alle grandi professionalità dell'Opera Pia stessa si potrebbero organizzare. Politiche giovanili, a cui tengo molto anche per motivi anagrafici: penso all’istituzione di un Consiglio della Gioventù, che possa proporre all’amministrazione comunale iniziative importanti. Se vogliamo che i giovani rimangano nel territorio dobbiamo dargli spazio. Scuola: penso che si debba partire dal Progetto Scuole. Che non è fallito, in realtà non è mai iniziato. Si è perso tempo, la scuola di via Roma doveva essere riaperta. Progetto Sassi Neri? Non ci sono certezze e documentazioni necessarie per dire oggi cosa fare".

 

Gerardo Patruno (MoVimento 5 Stelle): "Se andremo ad amministrare il sindaco si taglierà parte dello stipendio e i consiglieri si taglieranno il gettone. Decine di migliaia di euro da destinare ai fondi per il sociale. Costruire una ludoteca e una biblioteca nel Birillo è fondamentale, lì deve esserci gestione pubblica. Per il sociale vogliamo sensibilizzare le famiglie mono genitoriali. Vogliamo fare un maggiore controllo sulla destinazione degli immobili pubblici. Eliminare le barriere architettoniche. Scuola: è una emergenza, ripristinare temporaneamente via Roma e portare avanti il plesso ai Sassi Neri, verificando tutto, responsabilità comprese, per capire se i passaggi sono stati fatti in modo corretto".

 

 

Sviluppo economico. Lo stato di salute del tessuto economico locale, dei centri commerciali naturali di Impruneta e Tavarnuzze. E come si affronta secondo voi il tema-cotto?

 

Alessio Calamandrei (Impruneta Comune Aperto): "C’è un parametro che non viene mai preso in considerazione, che si chiama commercio on line. Che costa meno dell’acquisto in un negozio e oggi ha percentuali che vanno a discapito del piccolo commerciante: sul prezzo non c’è partita, dobbiamo sensibilizzare a un consumo consapevole. Il cotto: ho avuto una soddisfazione enorme il 3 giugno 2017 quando, dopo 27 anni, eravamo insieme alle fornaci a marchiare il pezzo zero del marchio CAT (Ceramiche Artistiche Tradizionali). Questo chi lavora nel cotto ci chiedeva e questo abbiamo fatto. Ci sono situazioni particolari anche in questo momento: la Sannini in liquidazione, ma la stiamo gestendo perché il liquidatore, il sindaco, la Regione, hanno fatto un buon lavoro per i 48 dipendenti. Che stanno utilizzando gli ammortizzatori e quello che è possibile. Ringrazio chi sul cotto a Impruneta si è saputo re-inventare, come chi ha creato le anfore per il vino".

 

Roberto Viti (Obbiettivo Comune): "L’esigenza è che che il Comune faccia il Comune. Nel senso di rispondere alle esigenze alle quali deve rispondere. E parlo di strade, marciapiedi, infrastrutture che mancano e che rendono i paesi non accoglienti. Serve un paese ordinato, pulito, se mancano questi aspetti il resto è difficile, complicato. Anche parlare di sviluppo. Mancano le condizioni indispensabili. Serve mettere le mani sulla struttura comunale, devastata in questi ultimi anni, con una diminuzione di personale e uffici che non possono dare risposte".

 

Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta): "Sul cotto, lo abbiamo detto e proposto, serve costituire la Fondazione Agresti, con sede alla Fornace Agresti, che racchiuda le fornaci in un contesto di aggregazione culturale, così che diventi un punto di riferimento. Anche per i ragazzi, che possano capire come le arti e i mestieri vengano trasmesse. E il Comune deve essere socio fondatore. Le iniziative, le proposte, la spinta al cotto a livello nazionale, europeo: tutto deve partire da coloro che ci lavorano tutti i giorni. E poi tutelare il marchio attraverso l’uso illegittimo di terzi. Penso a tante mostre, eventi, pittori, scrittori, che possano utilizzare la Fornace come luogo di espressione. Penso a una sede dell’Università dell’età libera in Fornace Agresti…".

 

Gerardo Patruno (MoVimento 5 Stelle): Abbiamo parlato del cotto introducendo il tema dell’outlet, parola che è stata strumentalizzata, con un colpo basso nei nostri confronti. Non vogliamo portare prodotti da fuori ovviamente, è una parola che viene utilizzata per attirare il turista. Usando questo tema verrebbero sia le fornaci del CAT che quelle senza marchio. Così si farebbe vedere la differenza rispetto al resto delle produzioni mondiali. Sullo sviluppo economico abbiamo una proposta molto importante, il piano energia. Sostituire i vecchi lampioni con impianti a led, con impianti fotovoltaici. Progetto già fatto a Casole d’Elsa, risparmio del 70% sul conto energia. Ci sono fondi della comunità europea, abbiamo persone che ci sanno indicare come raggiungerli".

 

Alessandro Giovannini (Cittadini Per): "Ci sono questioni che frenano lo sviluppo economico e culturale. Penso ai ritardi sui Loggiati del Pellegrino ad esempio. La qualità del governo locale spinge anche in questo senso. Centri commerciali naturali: per un centro come quello di Impruneta il fatto che vadano via gli uffici, la scuola media, fa la differenza. Non sarebbe male che la scuola media tornasse a Impruneta, in un’analisi costi-benefici forse alla fine converrebbe. Sono comunque valutazioni da fare. A me risulta un forte calo di domanda di consumo locale: sul commercio, sul cotto, artigianato, agricoltura… . Certo è importante dare funzioni adeguate a Loggiati, Fornace, Stazione di Tavarnuzze, valorizzare Museo e complesso della Basilica. Prima di pensare a Fondazioni e strumenti di gestione dobbiamo definire le funzioni di questi luoghi. Anche Tavarnuzze, ad esempio, può essere una piazza per il cotto. Nei prossimi giorni comunque lanceremo un progetto di ampia immagine su cotto, turismo e cultura, lo abbiamo chiamato La terra magica".

 

Dal cotto al turismo: come valutate la situazione imprunetina e quali le vostre “ricette” per il futuro?

 

Roberto Viti (Obbiettivo Comune): "Sarò ripetitivo, ma parte tutto da un comune accogliente, pulito, in cui ci siano le cose basilari. Senza questo non viene il resto".

 

Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta): "In questo mese di campagna elettorale ho girato realtà diverse, strutture, b&b, e tutti mi hanno detto che quando il turista arriva non sanno cosa fargli fare. Abbiamo girato, grazie alle associazioni, dei punti di interesse, dimenticati e lasciati a loro stessi. Dalla galleria filtrante al Museo, i lavatoi, le miniere del rame. La Fondazione Agresti dovrebbe servire anche a questo, a creare una regia che poi porti a un biglietto unico. Un costo unico per la visita complessiva alle bellezze del territorio. E tutte le persone che fanno da guida sarebbero entusiaste di poter raccontare il luogo in cui vivono. Certamente sarebbe meglio che vedere i quattro pezzi di plastica dei dinosauri alla terza piazza. Insomma, organizzare e coordinare attività sul posto per trattenere chi arriva".

 

Gerardo Patruno (MoVimento 5 Stelle): "Vogliamo utilizzare il marchio di eccellenza del cotto. Con la creazione di un museo nel Loggiato del Pellegrino e l’outlet a cui le fornaci del territorio possano aderire. In questo modo si creerebbe un percorso virtuoso. Partenza da Firenze in bus, arriverebbero a Impruneta, museo, fornaci, outlet, visita ai negozi del centro storico e poi un ristoro presso le strutture o presso gli spazi rionali. Creando un tessuto in cui l’Impruneta venga vista al di fuori della Toscana e dell’Italia. Insomma, il cotto come attrazione turistica principale".

 

Alessandro Giovannini (Cittadini per): "Il turismo nel nostro territorio, nella nostra collina, è molto interessato alla città di Firenze, al nostro territorio e al Chianti. Strategici i percorsi da Firenze verso il Chianti, attraversando questo nostro meraviglioso territorio che è un parco di interesse storico, ambientale e culturale. Ci stiamo lavorando e se ne sta occupando Costanza Calzolari, ricercatrice, scienziata che si occupa del suolo, dell’ambiente e delle terre. Un altro elemento importantissimo è l’infrastruttura telematica: dobbiamo qualificare i mezzi e i contenuti. Per comunicare al mondo la bellezza di quello che siamo e facciamo. Cultura e attività sportive, sostenere il ruolo strategico della biblioteca e delle 30 associazioni nel campo della cultura. Abbiamo compagni di viaggio anche qui: Lara Fabbrizzi, Gabriele Franchi che si candidano; e persone al nostro fianco come Marco Vichi".

 

Alessio Calamandrei (Impruneta Comune Aperto): "Serve sinergia di strutture e infrastrutture. Parliamo dal trasporto pubblico: stiamo aspettando da tre anni che si definisca il bando regionale. E’ fondamentale. Anche per ottimizzare la provenienza da Firenze. Da e per la città. Così come è stato fondamentale, tre mesi fa, aver avuto (grazie anche alle Pro Loco di Impruneta e Tavarnuzze) una App in cui ci sono tutti i servizi, le strutture turistico ricettive, i luoghi di maggior interesse del Comune. Da qui si riparte. E’ da qui che si fa un passo avanti. Passi maggiormente visibili poi, come i Loggiati del Pellegrino, che insieme alla Fornace Agresti devono essere il benvenuto a Impruneta, stanno per partire. Inserendovi le attività produttive del territorio; le informazioni turistiche (perché App a parte poi il turista cerca sempre un contatto faccia a faccia). Poi vogliamo prendere in considerazione strutture importanti che a volte dimentichiamo? L’ex istituto Don Gnocchi a Pozzolatico ad esempio, 14mila quadrati sul nostro territorio comunale. Cosa vuole farci la Regione? Potremo metterci voce? Diversi passi avanti li abbiamo fatti. Così come abbiamo portato eventi culturali importanti: pensiamo al concerto del Maggio Musicale in Basilica, a dicembre".

 

 

Festa dell’Uva (questione sedi rionali) e Fiera di San Luca (sostegno al Comitato Fiera e ritorno corsa dei cavalli…): quali le vostre “ricette”.

 

Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta): "La Regione Toscana non ha Fiera di San Luca e Festa dell’Uva nell’elenco delle manifestazioni finanziate. Serve un riconoscimento per tutto quel tessuto sociale di persone che ogni anno si impegnano per far sì che questi eventi si svolgano nel migliore dei modi. Penso, ad esempio, che l’amministrazione debba garantire una convenzione con Alia, al fine di permettere lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai rioni durante la Festa: per risparmiare e ottimizzare. Il problema delle sedi: c’è un regolamento urbanistico da rivedere. In stretta collaborazione con l’Ente Festa dell’Uva va trovata una soluzione, io ho dato subito la mia disponibilità. Fiera di San Luca: ripartiamo da agricoltura e allevamento: nei Loggiati serve un mercato permanente aperto solo ai produttori locali per valorizzare e valorizzarli".

 

Gerardo Patruno (MoVimento 5 Stelle): "Festa dell’Uva, i rioni da anni aspettano una soluzione. Nel M5S abbiamo 4-5 attivisti che fanno parte dei rioni. Stiamo facendo uno sforzo enorme per trovare una soluzione. Non facciamo promesse, ma vogliamo dare delle certezze, aree su cui i rioni possano rimanere tutto l’anno. Sulla Fiera di San Luca è necessario coinvolgere il tessuto turistico, cercare di far arrivare il turista con bus, coinvolgerli insieme al comune di Firenze, portando il nome fuori da qui. Anche con un percorso storico e culturale durante il periodo della Fiera".

 

Alessandro Giovannini (Cittadini Per): "Su questo serve un approccio diverso, politico-culturale, dal punto di vista del governo locale. Qui a Impruneta c’è questa moda che se ci sono dei problemi è colpa di quelli che c’erano prima. Io ci sono stato prima, e mai troppo a lungo in realtà, ma questo è un gioco che può andare avanti un anno, due anni, ma poi bisogna portare avanti cose coerenti. Quelli dei rioni sono dei villaggi, non sono sedi. Serve uno studio urbanistico attento. Le convenzioni non sono un problema. Se c’è qualcosa che non va, non funziona, sia per il Comune, che per il rione, che per l’impresa, ci si mette a un tavolo e si cambia. La Festa dell’Uva è importante, così come lo è la Fiera. Sono grandi attrattori di turismo e cultura. Per queste, come per tutto il resto, dobbiamo sapere che quello che attrae i turisti è qualcosa di autentico, pulito, ben organizzato. Quello che funziona bene per i cittadini funziona anche per i turisti. Per la Fiera pensiamo che dovrebbe essere esteso, sia dal punto di vista temporale che territoriale, il programma. La Fiera è il luogo più antico e identitario: tantissimi imprunetini tornano in quei giorni. Sia per la Festa (per la quale l’attenzione talvolta è troppo mirata e concentrata su quella domenica della sfilata) che per la Fiera bisogna organizzare le cose concordandole con i rioni e con il comitato. Per valorizzare il territorio".

 

Alessio Calamandrei (Impruneta Comune Aperto): "Il primo anno da sindaco, da tavarnuzzino, sono stato bistrattato sui rioni. Ma credo di essere entrato nello spirito rionale. La domanda principale sulla Festa dell’Uva è: dove vuole andare? E devono rispondere i rionali. Se deve essere per gli imprunetini è un conto; se deve servire per far conoscere l’Impruneta al di fuori, la questione è diversa. E voglio anche dire che comunque nel 2017 dalla Regione Toscana per la Festa dell’Uva due soldini li abbiamo portati a casa. In virtù delle lottizzazioni e della realizzazione dei rioni come opere urbanistiche secondarie dobbiamo slegare la realizzazione del rione dalla convenzione. Se il rione ha la possibilità, l’opportunità, i denari per sganciarsi dalla convenzione urbanistica, l’amministrazione deve dargliene la possibilità. Un passo avanti è stato fatto nel regolamento urbanistico. Fiera di San Luca: sarà fondamentale la realizzazione del secondo lotto della circonvallazione. Con quello si va a ripensare completamente e ristrutturare il centro storico. Su questo dovremo puntare per migliorare la Fiera di San Luca, anche da un punto di vista di qualità mercatale, che negli ultimi anni è andata scadendo".

 

Roberto Viti (Obbiettivo Comune): "Ero presidente del comitato rionale imprunetino tanti anni fa. Per risolvere il problema del Pallò volevo acquistare un terreno sulla tangenziale. L’allora sindaco e il rione non erano d’accordo. E ancora oggi… siamo qui a parlarne".

di Redazione

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