TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Choc a Tavarnuzze attorno alle 9.45-10 di stamani, sabato 16 giugno. Con una rapina a mano armata nell'ufficio postale.
Chi era dentro le Poste Italiane in via Baruffi 1 racconta di due uomini, entrati con con caschi in testa e pistole in mano. Si sono fatti consegnare i soldi e poi si sono dati alla fuga.
Dentro si sono vissuti comprensibili attimi di paura e tensione. Nessuno però è rimasto ferito né ha avuto malori, purtroppo non rari in occasioni del genere. Tanto spavento, qualche bicchiere d'acqua per riprendersi e, adesso, un'esperienza bruttissima da metabolizzare.
E proprio con uno dei quattro clienti che erano dentro all'ufficio postale al momento dell'irruzione ha parlato Il Gazzettino del Chianti. Per una testimonianza lucidissima di momenti davvero tesi. Tesissimi.
"Ero a uno dei tre sportelli – racconta il testimone – e stavo parlando con la direttrice, che stava facendo un lavoro sul mio telefonino per installarci il sito Banco Posta. Avevo già svolto anche altre commissioni".
"A un tratto – continua – proprio dietro alla direttrice è spuntato un uomo, vestito di scuro, con il casco integrale, la visiera abbassata (mi è parso fosse anche appannata), non si vedeva niente del volto. Lì per lì ho addirittura pensato che fosse un postino, visto che dietro allo sportello da cui è apparso c'è la porta per andare sul retro".
Ipotesi durata il tempo di un sospiro: "Aveva la pistola, mi pare abbia detto "Questa è una rapina". Appena ho avuto la percezione di quello che stava realmente accadendo, mi sono tirato dietro un passo. E ho visto che ce n'era uno anche alla porta, dietro alla macchina del bancomat".

Due quindi i rapinatori. Uno più alto, probabilmente il capo, entrato dal retro. E uno più basso (e più nervoso) a coprire l'ingresso. Entrambi con una pistola in mano.
"Ed entrambe sembravano vere – dice il testimone – una persona sembra che abbia anche sentito scrorrere il carrello, ma sono stati momenti concitati, chi lo può sapere… . Dentro quanti eravamo? Quattro clienti e tre dipendenti. Uno di loro era dentro all'ufficio che c'è subito all'ingresso, ed è rimasto dentro".
"Hanno frugato da soli nei tre cassetti – continua il racconto, dettagliatissimo – per prendere i soldi (circa 1.000 euro in contanti il bottino, n.d.r.). Uno è andato sul retro (quello più alto mentre quello più basso è rimasto alla porta). Mentre andava sul retro gli è caduto qualcosa, si è girato indietro per guardare e mi sembra che lo abbia raccolto. E' tornato davanti, ha guardato nei cassetti, ha detto a tutti di alzare le mani".
"Poi è tornato sul davanti – continua – c'era un ragazzo di una ventina d'anni che aveva fatto una ricarica per una Poste Pay e c'erano ancora i soldi lì, circa 250 euro. Li ha presi. Poi ha detto a quello piccolino di andare a girare l'auto".
"Mentre usciva – spiega ancora – è rientrato dicendo a noi clienti "Scusate il disturbo", con un accento sembrava dell'Est Europa. Poi sono montati su uno scooterone, quindi niente auto, e sono partiti verso i Baruffi".
"Dopo poco – conclude – sono arrivati i carabinieri, quelli della sicurezza di Poste Italiane in borghese, hanno interpellato uno di noi, poi ci hanno mandato via. Ci hanno detto che ci richiameranno in seguito…".
di Matteo Pucci
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