Da Palazzo Vecchio al Colosseo, il mondo in terracotta di Alberto Bellosi

L'artigiano imprunetino si diverte a riprodurre monumenti famosi. "Il prossimo? Forse il Tower Bridge"

IMPRUNETA – Non è difficile incontrare qualcuno a Impruneta, terra conosciuta in tutto il mondo per la produzione di terracotta e scelta anche da Brunelleschi per ricoprire la sua celebre cupola a Firenze, che lavori la terracotta: da secoli e secoli vengono tramandati generazione dopo generazione i segreti e le tecniche di quest’arte antica.

 

Ciò che è strano però, è trovare chi, come Alberto Bellosi, si è focalizzato su un tipo particolare di arte: la riproduzione in scala dei grandi monumenti.

 

Alberto infatti ha lavorato dieci anni come tornitore, e poi da altri trent’anni lavora la terracotta, attualmente in una delle fornaci storiche di Impruneta,  la M.I.T.AL.

 

“La prima creazione di questo genere, è stata una casa per la mia tartaruga – racconta Alberto sorridendo – successivamente ho riprodotto una casa colonica”.

 

E da quel momento Alberto non si è più fermato, riproducendo i monumenti-simboli delle grandi città: “Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, il Duomo e Palazzo Pitti sono le riproduzioni della nostra città – spiega – passando per Pisa, con la sua celebre Torre, il Ponte di Rialto a Venezia, il Colosseo a Roma e infine la Torre Eiffel a Parigi”.

 

Tutte queste opere d’arte sono costruite completamente a mano, secondo i dettami della tradizione imprunetina.

 

Ma ciò che sorprenderà di più, è il breve tempo di realizzazione, infatti “ogni monumento viene realizzato durante le vacanze di Natale, in circa due-tre settimane”.

 

Un tempo record per creazioni così maestose, specialmente per chi conosce il mestiere.

 

L’arte di Alberto non è certamente passata inosservata, tanto che lo scorso aprile ha partecipato alla mostra “L’energia di Enel e della terracotta insieme per valorizzare l’arte Fiorentina”, al Punto Enel in via Corridoni 18, dove ancora è possibile ammirare l’esposizione.

 

"La prossima creazione? Ancora non lo so, decido sempre all’ultimo, lasciandomi guidare dall’ispirazione – risponde – forse potrei continuare ad internazionalizzarmi, magari con il Tower Bridge a Londra. Vedremo…”

 

di Costanza Masini

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